Fotografia, Natura

Perlustrazioni murgiane

IMG_6174Non finirò mai di scoprire quanto sia variegato il panorama della Puglia, viaggiando lungo le strade provinciali dell’entroterra murgiano. Un paio di settimane fa avevo iniziato a esplorare la zona che si estende a partire dal bivio Spinazzola-Minervino lungo la S.P. 234, attirato dalle gigantesche pale eoliche che roteano in lontananza.

Complice una mattinata splendida, ieri sono tornato da quelle parti per inoltrarmi in una strada vicinale denominata “Dei passeggeri”. La Murgia e in generale la campagna pugliese conservano dei toponimi in alcuni casi evocativi di un passato che affonda le radici nell’antichità.

IMG_6150Considerazione storica a parte, percorrendo la S.V. Dei passeggeri in beata solitudine ho potuto godere dei colori della natura prima di tornare sui miei passi. Dopo aver percorso circa due km, ho trovato alla mia sinistra un bel bosco recintato con delle lunghe staccionate in legno: questa zona presenta, se pur a macchia di leopardo, delle fitte boscaglie che spezzano la continuità dei prati da cui emergono le rocce calcaree.

IMG_6165Dopodiché sono tornato indietro per inoltrarmi ancora lungo la provinciale 234, stavolta scollinando la salita ripida che si trova a poco più di 1 km dalla strada vicinale detta Dei passeggeri. Lasciata alla mia destra quella che mi è sembrata essere o una cava dismessa, oppure una dolina carsica, ho notato il rudere di una masseria fortificata a circa 200 mt da me.

Dato che non avevo più molto tempo a disposizione, mi sono fermato sulla sinistra all’ingresso di un’azienda agricola (o presunta tale visto che il luogo mi è sembrato abbandonato). Non ho fatto in tempo a scendere dall’auto che un branco di bei cagnoni randagi ha iniziato a correre verso il cancello, abbaiando come forsennati.

Nonostante io ami gli animali e in particolare i cani, ho preferito abbassare il finestrino e scattare foto rimanendo in auto. La situazione era abbastanza ridicola perché mentre zoomavo sulla masseria diroccata, cercavo di zittire i cani che nel frattempo non solo non la smettevano di abbaiare, ma aumentavano sempre di più.

“Shhhh state zitti! Fatemi finire di scattare le ultime foto e me ne vado!”: naturalmente il branco di cani randagi non era d’accordo con me. Dopo aver terminato il reportage, ho notato che la maggior parte dei cani era passata attraverso le sbarre del cancello, oppure più intelligentemente era saltata dal muretto a secco di recinzione e ormai circondava la mia automobile.

Bene, non dovevo fare altro che accendere il motore, ingranare la retromarcia e farmi strada prestando la massima attenzione a non investire quelle simpatiche bestiole. La ciliegina sulla torta è stata la visione di un cucciolo al seguito del branco.

Retromarcia riuscita pur con l’ansia di investire qualcuno, prima ingranata e con estrema lentezza ho imboccato la strada del ritorno, consapevole che i cani mi avrebbero inseguito solo fino a un certo punto, fin dove il loro istinto lo avrebbe consentito.

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