Architettura, Fotografia

Lungo la costa barese: l’abbazia di San Vito

JpegLe escursioni lungo la costa barese non riguardano solo città più o meno grandi. Ci sono frazioni che, per quanto piccole, meritano senza dubbio una sosta.

Le immagini si riferiscono a San Vito, minuscolo borgo alle porte di Polignano a Mare e famoso per la sua abbazia, dal XIX secolo inglobata nel palazzo marchesale La Greca. L’abbazia di San Vito è un esempio di stratificazione architettonica, poiché una prima frequentazione monastica è attestata tra il X e l’XI secolo.

La struttura presenta ormai le conseguenze del tempo e non mi riferisco all’età di ogni singola pietra che compone l’edificio, ma agli innumerevoli interventi che ne hanno modificato l’aspetto originario. Entrare in questo luogo, riempirsi gli occhi di pura bellezza e ammirarne il fascino: tutto molto bello, peccato che San Vito sia ormai da tempo meta del turismo balneare.

Troppo caos, un andirivieni di bagnanti e automobili che mal si concilia con le ridotte dimensioni della località. Per ogni ulteriore approfondimento, vi rimando a questo link.

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Cimitile: la storia è qui

cimitile_basiliche_paleocristiane (2)Cimitile è un piccolo paese in provincia di Napoli, confinante con la più grande Nola e possiede un patrimonio storico-artistico invidiabile: le basiliche paleocristiane. Un vero e proprio museo archeologico a cielo aperto, in cui la storia si manifesta davanti agli occhi in tutta la sua solennità.

Le basiliche consentono al visitatore di vedere concretamente l’evoluzione di un’area, la sua trasformazione nel corso dei secoli in base ai differenti stili architettonici susseguitisi a partire dal III fino al XVIII secolo, senza contare i restauri compiuti nell’800 e nel ‘900. A impreziosire la visita ci pensa la rilassante cornice verde del parco, che crea un contrasto suggestivo con le murature degli edifici ancora integri e le rovine.

San Felice, San Giovanni, Santo Stefano, la cappella di Santa Maria degli Angeli, San Calionio, i SS. Martiri: un’area vastissima comprende tutti questi edifici di culto. Entriamo nella basilica di San Felice: qui la stratificazione storica, artistica e architettonica è evidente ovunque.

cimitile_basiliche_paleocristiane (12)Pitture murali, mosaici dorati, tombe, un piccolo antiquarium con reperti vari, ambenti collegati l’uno all’altro e sovrapposti lasciano intravedere ciò che è rimasto delle costruzioni precedenti. Una volta fuori, non ci si può esimere dal guardarsi intorno per cercare altre tracce di un passato mai così evidente.

Un luogo suggestivo, dove la storia è contestualizzata nello stesso spazio in cui si è sviluppata.

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La cattedrale di Salerno

salerno_cattedrale (2)Generalmente i campanili delle cattedrali sono alti e ben visibili, ma quanta fatica inutile abbiamo fatto io e la mia ragazza per trovare la cattedrale di Salerno? Eravamo a poco più di 50 metri e non ce ne siamo accorti: l’attesa però è stata premiata.

La sera prima avevamo visitato la splendida cattedrale di Nola (seguirà un post ad hoc) e non vedevamo l’ora di ammirare quest’altro capolavoro. Dopo aver imboccato la strada giusta, abbiamo visto svettare da lontano il campanile arabo-normanno e non abbiamo avuto più dubbi sulla direzione da prendere.

Una volta salita la scalinata, eccoci entrare nel portico ricco di intarsi policromi, bassorilievi e sarcofagi istoriati. La cattedrale di Salerno è un concentrato di stili e di rimandi: l’abbazia di Montecassino, l’architettura islamica, la basilica di Sant’Apollinare a Ravenna.

salerno_cattedrale (13)Quando si entra, non si può fare a meno di lasciarsi ammaliare dalle absidi arricchite da mosaici: una volta lì sotto, ci si lascia sovrastare dalla figura della Vergine immacolata, un’opera d’arte dall’enorme potenza. Da sottolineare la particolarità dell’ambone, il cui stile ancora una volta suggerisce una commistione con l’islam.

salerno_cattedrale (19)Da non perdere per nessuna ragione al mondo la visita alla cripta: sembra di entrare in uno scrigno pieno di pietre preziose, per quanto sia colorata e sgargiante con i suoi marmi policromi, gli affreschi dalle cornici dorate e le luci che valorizzano del tutto queste opere. Qui sono conservate le spoglie di San Matteo, patrono della città.

Alla fine della visita, non si può non avvertire il senso di ricchezza per aver ampliato il proprio bagaglio di conoscenze.

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Tra campi e rovine: i sopralluoghi del pomeriggio – II Parte

IMG_6697Proseguiamo il vagabondaggio lungo la S. P. 151 in direzione di Altamura, percorrendo circa 3 km dalla prima masseria abbandonata di cui ho parlato nel post precedente. La strada scorre sotto un sole cocente, ma la luce pomeridiana conferisce delle tonalità davvero intense al paesaggio circostante.

Eccoci alla seconda e ultima tappa di questo giro per la Murgia barese. La masseria immortalata in queste immagini ha già qualcosa di diverso: in corrispondenza del piano stradale, troviamo infatti una piccola chiesa rurale inglobata nell’edificio, con il suo piccolo campanile in bella mostra.

IMG_6675Come si può notare dalle foto, la chiesetta ha un’unica navata e la volta a botte. L’altare inoltre non c’è più, mentre in fondo a sinistra si apre un passaggio che presumibilmente collega la chiesa col resto della masseria.

L’edificio in questione, esattamente come quello che avete visto nel post precedente, presenta le tracce di probabili modifiche e/o restauri avvenuti nel corso del tempo, almeno a giudicare dall’aspetto dei differenti conci murari. Le condizioni in cui versa la masseria fanno il paio con il degrado dell’area circostante, dove perfino gli alberi sembrano soccombere a un inesorabile oblìo.

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Tra campi e rovine: i sopralluoghi del pomeriggio – I Parte

IMG_6658La visita a Jesce di due settimane fa ha lasciato la porta aperta a un’altra missione fotografica. In quella circostanza, infatti, anziché viaggiare per Altamura lungo la più diretta S.S. 96, ho preferito godermi il relax della S. P. 151 da Ruvo di Puglia.

La scelta non è stata casuale, poiché la S.S. 96 (per chi non la conosce è la strada principale che collega Bari con la Basilicata) è ancora in fase di ampliamento, con le inevitabili deviazioni. Onde scansare le lunghe code in pieno sole, percorrere 45 km a passo d’uomo e (specialmente al ritorno di sera) navigare a vista a causa di una segnaletica stradale tanto provvisoria quanto lacunosa, ho deciso di allungare il tragitto ma almeno andare e tornare con maggiore tranquillità.

IMG_6657La S. P. 151 collega Ruvo di Puglia ad Altamura per un totale di 35 km che si snodano tra campi che virano dal verde al giallo, papaveri e tenute di notevole pregio architettonico. Tra queste se ne incontrano alcune ormai trasformate in agriturismi o sale ricevimento, altre completamente abbandonate e in rovina.

Naturalmente io propendo per queste ultime, dunque sin da allora mi ero ripromesso di tornare da quelle parti per scattare qualche foto da vicino. Mi piacciono i luoghi abbandonati perché, nonostante quell’aria di morte, in realtà trasmettono emozioni che io percepisco e a cui non posso, né voglio sfuggire.

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Jesce, tra pietra e cielo

jesce_altamura_puglia (4)Ebbene sì, Masseria Jesce colpisce ancora e con questo siamo a tre post. Se la memoria non mi inganna, l’altro sito che ha colpito con un randello la mia fantasia è stato il parco archeologico di Venosa.

Stavolta voglio evidenziare l’aspetto onirico di questa località pugliese, partendo dai due elementi principali: la pietra e il cielo. Masseria Jesce al tramonto, col sole basso che scalda questi muri possenti e quelle nuvole cupe che ci ricordano l’acquazzone scatenatosi qualche minuto prima.

La gioia (o il dramma a seconda dei punti di vista) per un fotografo della domenica come me è proprio questa: voltarsi a destra e a sinistra, guardare in alto e in basso senza poter rinunciare a un solo scatto!

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