Arte, Fotografia

Una meraviglia antica

img_6017Tra pietre sapientemente scolpite, motivi ricamati e immagini di uomini, animali fissate per sempre nella materia, gli occhi di chi visita la Puglia sono sempre appagati. La scoperta di una cattedrale può andare anche oltre la doverosa ammirazione per l’architettura, gli arredi sacri, i preziosi dipinti.img_6022

Basta soffermarsi sui portali d’ingresso per provare una meraviglia antica, che proviene da lontano e che al giorno d’oggi rischia di essere inascoltata e confusa a causa dei troppi input. Isolare i particolari, metterli a fuoco, percepirne la grandezza centimetro dopo centimetro.

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Arte, Fotografia

Rotolando

img_7829Opere d’arte che prendono improvvisamente vita nella mia mente, traffico in tilt e ciclisti in fuga per evitare di essere travolti dalla Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro. C’era parecchio vento quel giorno a Pesaro, soffiava impetuoso dal mare che era giusto alle mie spalle.

Ho immaginato una scena surreale, con la Sfera Grande che si staccava improvvisamente dal piedistallo e iniziava a rotolare sospinta dal vento. Ah la fantasia….

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Ravenna, un’esperienza da rifare!

Ci si è messo il traffico, un super temporale e un viaggio durato più a lungo del previsto, ma alla fine siamo arrivati in una città fantastica: Ravenna. Da Pesaro a Rimini è stato un gioco da ragazzi, ma il traffico caotico all’altezza di Misano Adriatico e un temporale immane hanno finito per sballare definitivamente la tabella di marcia.

Il programma iniziale di visitare prima il centro, per poi spostarsi verso Classe lungo la strada del ritorno è miseramente fallito, ma per ottimizzare i tempi e non rinunciare a nulla ho invertito le priorità. Lungo la SS 16, infatti, l’uscita per Classe ha fatto accendere la classica lampadina: fermiamoci prima qui e poi proseguiamo per Ravenna!

Così è stato, gli occhi e il cuore sono andati in tilt davanti a Sant’Apollinare in Classe e una volta giunti a Ravenna abbiamo fatto una full immersion tra la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Duomo, Sant’Apollinare Nuovo, San Giovanni Evangelista. Purtroppo il tempo perso all’andata ha condizionato alcune scelte e a causa degli orari di chiusura dei siti abbiamo dovuto rinunciare al Mausoleo di Teodorico e alla tomba di Dante Alighieri: ecco un’ottima scusa per tornare!

Poco male se da volerci rimettere in viaggio di pomeriggio poi siamo rimasti in città fino a sera: la giornata lunghissima si è conclusa con un’ottima cena a base di pesce in piazza del Popolo. Di seguito la galleria di immagini, una semplice testimonianza che spero riesca a rendere l’idea di quanto ci sia da vedere lì.

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Urbino, tra realtà e fantasia

IMG_20160807_183805Giusto il tempo di parcheggiare l’auto nell’area mercatale, scendere e alzare lo sguardo per godermi lo spettacolo. Un regno fatato, uno scenario fantastico che per un attimo non può non farti chiedere se tutto questo esista davvero.

IMG_20160807_182520Ok, Urbino ho avuto modo di ammirarla in fotografia tante volte, quindi in teoria sarei dovuto arrivare preparato all’impatto visivo. Invece non è andata così, perché i miei occhi non riuscivano a contenere quella visione: si chiama suggestione!

Come primo appuntamento, non poteva mancare la visita alla Galleria nazionale delle Marche (qui il link) dove, tra i tanti capolavori esposti, ricordo La flagellazione di Piero della Francesca, La città ideale, La resurrezione di Cristo di Tiziano Vecellio. Viaggiare, conoscere, vedere da vicino, memorizzare, ricordare.

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Tra pittura e fotografia

2016-28-6--19-44-29Camminare, cercare, trovare, ammirare per poi lasciarsi ispirare. Andria, il centro antico prosciugato dal caldo torrido di domenica scorsa è stato animato dagli artisti che hanno partecipato all’estemporanea di pittura “Andria en plain air” organizzata dalla locale Associazione turistica Pro Loco.

L’intuizione, la scelta del colore e della luce, il bilanciamento tra tecnica ed estro. Ho cercato di catturare tutto ciò, in una sorta di gioco di specchi: passato e presente, pittura e fotografia.

Cosa scatta nella mente del pittore? Il panorama urbano, così reale e concreto, si mescola alle sensazioni e alle emozioni finendo per trasformarsi in qualcosa di originale e irripetibile.

Ecco che dalle tele emergono mondi paralleli, dove l’immaginazione tende la mano in un caso al vissuto personale, in un altro alle ossessioni, fino alla suggestione ingenua.

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La cattedrale di Nola

nola_cattedrale (5)Una storia ultracentenaria andata completamente in fumo, bruciata come un foglio di carta appallottolato con rabbia e scaraventato nel caminetto ancora acceso. La cattedrale di Nola dedicata a Santa Maria Assunta, il cui impianto originale risale al XIV secolo, fu ricostruita una prima volta nel XVI dopo il rovinoso crollo, per poi diventare vittima della mano dell’uomo.

Distrutta, data alle fiamme nel 1861, fu completamente ricostruita tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del ‘900. In questa sua nuova vita, essa si mostra maestosa e solenne come si conviene a una chiesa poi elevata a basilica minore.

Quando ci ho messo piede, non ho creduto ai miei occhi: uno spazio che non lascia trasparire la modernità dell’impianto, enorme e arioso, decorato nei minimi dettagli al punto da domandarsi se non ci si trovi catapultati nella cattedrale di qualche capitale europea. Passato e presente sono uniti però da una tragedia: il rogo del 1861 è una verità dolorosa.

nola_cattedrale (3)Per comprendere la drammaticità di quella notte, basta sollevare gli occhi sulla controfacciata e osservare la potenza evocativa dell’affresco realizzato da Gaetano D’Agostino. Girando tra le navate, lungo il transetto, scendendo nella cripta, osservando gli altorilievi non si può non ringraziare la sorte per aver risparmiato dalla cenere almeno parte dei capolavori contenuti nella “vecchia” cattedrale.

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Cimitile: la storia è qui

cimitile_basiliche_paleocristiane (2)Cimitile è un piccolo paese in provincia di Napoli, confinante con la più grande Nola e possiede un patrimonio storico-artistico invidiabile: le basiliche paleocristiane. Un vero e proprio museo archeologico a cielo aperto, in cui la storia si manifesta davanti agli occhi in tutta la sua solennità.

Le basiliche consentono al visitatore di vedere concretamente l’evoluzione di un’area, la sua trasformazione nel corso dei secoli in base ai differenti stili architettonici susseguitisi a partire dal III fino al XVIII secolo, senza contare i restauri compiuti nell’800 e nel ‘900. A impreziosire la visita ci pensa la rilassante cornice verde del parco, che crea un contrasto suggestivo con le murature degli edifici ancora integri e le rovine.

San Felice, San Giovanni, Santo Stefano, la cappella di Santa Maria degli Angeli, San Calionio, i SS. Martiri: un’area vastissima comprende tutti questi edifici di culto. Entriamo nella basilica di San Felice: qui la stratificazione storica, artistica e architettonica è evidente ovunque.

cimitile_basiliche_paleocristiane (12)Pitture murali, mosaici dorati, tombe, un piccolo antiquarium con reperti vari, ambenti collegati l’uno all’altro e sovrapposti lasciano intravedere ciò che è rimasto delle costruzioni precedenti. Una volta fuori, non ci si può esimere dal guardarsi intorno per cercare altre tracce di un passato mai così evidente.

Un luogo suggestivo, dove la storia è contestualizzata nello stesso spazio in cui si è sviluppata.

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La cattedrale di Salerno

salerno_cattedrale (2)Generalmente i campanili delle cattedrali sono alti e ben visibili, ma quanta fatica inutile abbiamo fatto io e la mia ragazza per trovare la cattedrale di Salerno? Eravamo a poco più di 50 metri e non ce ne siamo accorti: l’attesa però è stata premiata.

La sera prima avevamo visitato la splendida cattedrale di Nola (seguirà un post ad hoc) e non vedevamo l’ora di ammirare quest’altro capolavoro. Dopo aver imboccato la strada giusta, abbiamo visto svettare da lontano il campanile arabo-normanno e non abbiamo avuto più dubbi sulla direzione da prendere.

Una volta salita la scalinata, eccoci entrare nel portico ricco di intarsi policromi, bassorilievi e sarcofagi istoriati. La cattedrale di Salerno è un concentrato di stili e di rimandi: l’abbazia di Montecassino, l’architettura islamica, la basilica di Sant’Apollinare a Ravenna.

salerno_cattedrale (13)Quando si entra, non si può fare a meno di lasciarsi ammaliare dalle absidi arricchite da mosaici: una volta lì sotto, ci si lascia sovrastare dalla figura della Vergine immacolata, un’opera d’arte dall’enorme potenza. Da sottolineare la particolarità dell’ambone, il cui stile ancora una volta suggerisce una commistione con l’islam.

salerno_cattedrale (19)Da non perdere per nessuna ragione al mondo la visita alla cripta: sembra di entrare in uno scrigno pieno di pietre preziose, per quanto sia colorata e sgargiante con i suoi marmi policromi, gli affreschi dalle cornici dorate e le luci che valorizzano del tutto queste opere. Qui sono conservate le spoglie di San Matteo, patrono della città.

Alla fine della visita, non si può non avvertire il senso di ricchezza per aver ampliato il proprio bagaglio di conoscenze.

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Cortili aperti 2016: alla scoperta di Bitonto

cortili_aperti_bitonto (16)Dopo l’imperdibile appuntamento delle Giornate del FAI a marzo scorso a Irsina (Matera), l’apertura straordinaria (in ogni senso) di Masseria Jesce due settimane fa ad Altamura (Bari), come potevo evitare “Cortili aperti”? Il pomeriggio di ieri ha riservato gli straordinari per la mia fotocamera, poiché il suo (nonché mio) istinto predatorio è stato liberato per le vie del centro antico di Bitonto (Bari).bitonto_cattedrale

Viaggiare in Puglia non stanca e non delude, finalmente ho potuto visitare completamente la cattedrale bitontina, scendendo anche nella cripta e poi nell’area archeologica. Una volta entrati, vi consiglio di guardarvi attentamente intorno per non perdere neanche un particolare!

cortili_aperti_bitonto (4)Le sorprese a mio avviso più belle, tuttavia, possono essere ammirate dapprima alzando gli occhi al cielo, non per pregare, ma per ammirare il soffitto a capriate lignee dipinte (in questo caso, la mia ragazza ha avuto quasi un mancamento). Dopodiché, abbassate il vostro sguardo in direzione della copertura circolare in vetro posta poco dopo l’inizio della navata centrale: lì sotto c’è un mosaico pavimentale con un maestoso grifone che vi sta aspettando!cortili_aperti_bitonto (5)

cortili_aperti_bitonto (18)In fondo alle navate laterali (da non perdere l’ambone!) ci sono le scale che conducono nella cripta abbellita da notevoli pitture murali, dalla quale poi si accede all’area archeologica. Qui sono visibili: i resti della chiesa paleocristiana-altomedievale, le mura di età ellenistica-romana, una tomba di età classica e un sepolcreto altomedievale, una piccola collezione di ceramiche di età antica, oltre che di monete risalenti alle epoche bizantina, sveva, aragonese nonché di alcuni resti scultorei.

cortili_aperti_bitonto (1)Dopo questa esperienza esaltante, è stata la volta della chiesa ormai sconsacrata di Santa Caterina d’Alessandria, dove è possibile osservare il pavimento musivo risalente all’XI secolo. Qui, le tessere pavimentali sono state disposte in modo diverso, ottenendo così delle trame differenti e suggestive.cortili_aperti_bitonto (3)

La chiesetta è completamente inglobata tra gli edifici del centro antico e ha avuto una storia travagliata. I numerosi crolli dovuti alle intemperie, nonché l’abbattimento della zona absidale a causa delle modifiche apportate all’assetto urbanistico della zona, non hanno però eliminato del tutto questo luogo assai caro alla cittadinanza.

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