Fotografia, Natura

Fotografare i colori: caccia al giallo

JpegLa campagna pugliese mi ha offerto in quest’ultimo anno un sacco di spunti interessanti per esercitarmi nelle fotografie, tuttavia tra flora, fauna, paesaggi, trulli, pagliai, iazzi, masserie e quant’altro, il rischio di non dare la giusta rilevanza a ogni singolo soggetto è stato sempre dietro l’angolo. Per questo motivo, dopo la grande abbuffata iniziale, ho preferito fare una selezione di ciò che avrei immortalato, magari partendo da un solo particolare che rendesse più intrigante la “caccia”.p_20160917_135233_mt

Tra i miei colori preferiti c’è sicuramente il giallo, possibilmente scuro e carico di contrasti. Ecco allora che tra zoom e macro mi diverto a cercare ciò che mi ispira.

Per esempio, tra i soggetti che preferisco fotografare ci sono i licheni cresciuti sui tronchi degli alberi. Osservarli da vicino, ingrandire i dettagli più piccoli osservandone la forma di un giallo intenso che contrasta con il marrone della corteccia: tutto questo è sufficiente per puntare l’obiettivo e scattare.

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Escursione nel bosco di Castel del Monte – III parte

img_8148Data la natura accidentata del terreno che mi ha impedito di proseguire dritto, sono stato costretto a scendere da un altro gradone naturale: qui la presenza di rocce aumenta in modo esponenziale. Nel giro di pochi metri, sono arrivato in un angolo di bosco talmente suggestivo da non poter fare a meno di fotografare questa singolare quanto incredibile molteplicità di massi: mai visti così tanti, dico davvero!

L’escursione solitaria è proseguita poi incontrando un ragno intento a tessere la sua tela. Eccomi di nuovo incantato davanti allo spettacolo della natura: dapprima immobile, poi rapidissimo nello spostarsi in lungo e in largo.

In fondo al bosco ho poi intravisto il chiarore della luce del sole che illuminava una striscia di terra, evidentemente un sentiero. Dato che era ormai tardi, ho deciso di tornare indietro ripromettendomi l’indomani di andare a perlustrare quell’altra zona del bosco.img_8168

Tornato dunque sui miei passi, è stata ancora una volta la natura a rapire del tutto la mia attenzione con le varietà di muschio trovate su rocce diverse. Tra una foto e l’altra, sono nel frattempo trascorse circa tre ore, ma potevo forse emergere dalla penombra della pineta senza altre distrazioni?

Ovviamente no e con la batteria della fotocamera a un passo dall’esaurimento, mi sono rilassato alla vista di un gruppo di persone a cavallo: eh certo perché a Castel del Monte si può anche arrivare così!

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Fotografia, Natura

Il bosco di Castel del Monte, tra curiosità e natura – I parte

img_8101Iniziamo la perlustrazione dei boschi sottostanti Castel del Monte partendo dai muretti a secco che delimitano il tratto di strada statale dismessa che conduce davanti al maniero. In questo punto è possibile cogliere i primi dettagli che indicano la forte antropizzazione dell’area in questione: i resti di quella che sembra essere una piccola scalinata, un cippo parzialmente diruto, una pietra solcata da incisioni geometriche.

Come non rimanere incantati poi, davanti all’abile tentativo da parte di una mantide religiosa di mimetizzarsi tra l’erba? Sono appena due le volte in cui mi imbatto in quest’insetto: il primo incontro ravvicinato risale infatti all’estate 2012, in Basilicata.

Elegante, slanciata e di un verde abbagliante, la mantide religiosa mi ha letteralmente stregato e confesso di averla osservata a lungo. Non ho saputo resistere e ho scattato alcune macro tra cui una con l’insetto posato sul mio dito e Castel del Monte sullo sfondo: un colpo di c… fortuna pazzesca, ma giuro di non averlo fatto apposta!

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Castel del Monte: l’esplorazione dei boschi

img_8212Un anno fa, tra i primi post pubblicati in questo blog, non ho potuto evitare di menzionare Castel del Monte, pur limitandomi a poche righe di accompagnamento. In tutti questi mesi, soprattutto a causa del lavoro della mia ragazza (è una guida turistica), ho trascorso parecchio tempo a girare in lungo e in largo sia dentro, sia fuori al maniero federiciano.

Di immagini e spiegazioni relative a Castel del Monte è pieno il web, quindi non intendo speculare ulteriormente su quanto è stato già detto e scritto (tra l’altro non ho le competenze per farlo). A partire da questo post, invece, voglio farvi vedere ciò che circonda Castel del Monte, i boschi che ricoprono la collina su cui è stata edificata questa meraviglia.

Ho sempre avuto il desiderio di esplorare la fitta boscaglia che si estende in circolo alle pendici del castello, alla ricerca della bellezza offerta dalla natura, ma anche di qualche traccia interessante. Castel del Monte è un luogo indissolubilmente legato alla figura di Federico II di Svevia, tuttavia nei secoli successivi ha avuto molte vicissitudini passando da un’epoca all’altra.img_8270

Tutti questi cambiamenti dovevano pur aver lasciato una traccia, un segno tangibile del passaggio dell’uomo in quella precisa area della Murgia barese. Muretti a secco, sentieri, blocchi enormi di pietra scura disseminati mantenendo ancora un certo ordine, altri invece chiari e di varia misura letteralmente sparpagliati in una zona precisa del bosco.

Queste fotografie sono solo un’anteprima, poiché nei prossimi giorni voglio portarvi idealmente con me a fare una passeggiata.

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Gargano, direzione Peschici: qui ho lasciato gli occhi

img_7889Puglia ora tocca di nuovo a te! Stavolta andiamo a nord dove ci attende il suggestivo Gargano con la sua fitta vegetazione, un mare di una bellezza ipnotizzante, panorami sconfinati e paesi pieni di vita. Innanzitutto un consiglio spassionato: se volete viaggiare magari non proprio velocemente, ma nemmeno perdendo tempo, senza il fastidioso mal d’auto in direzione di Rodi Garganico, Peschici e Vieste, seguite queste indicazioni.

Dopo aver imboccato la S.S. 693, prendete la S.P. 41 e giù dritto fino a Torre Mileto. Una volta arrivati lì, proseguite dritto costeggiando Capoiale e Foce Varano (un posto pazzesco) per poi lasciare alla vostra destra la provinciale 41 ed entrare in località Lido del Sole.

Questa deviazione vi consentirà di ridurre il numero di km da percorrere, senza inoltrarvi nell’interno. Adesso viene il bello: come si fa a rimanere concentrati alla guida, mentre l’attenzione viene catturata da un paesaggio talmente bello che è impossibile non fermarsi.

La sosta fotografica è d’obbligo, non tanto all’andata perché l’unico punto dove parcheggiare è lungo la direzione opposta, quanto al ritorno. Qui abbiamo tutto quel che serve: rocce che si protendono sulle acque mescolando il verde della vegetazione all’azzurro del mare, l’Adriatico che da laggiù ci osserva placido, Rodi Garganico che ci fa l’occhiolino.

Proseguire per Peschici è facile, tra qualche saliscendi e pochi tornanti, eccoci arrivati! Queste sono le immagini che come sempre spero possano invogliarvi ad andare a vedere questi posti coi vostri occhi.

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Ferula communis

ferula_communis (1)Azzurro, verde e giallo sono i colori prevalenti di una bandiera immaginaria, sotto il cui sventolio si estende una terra sconfinata. La Ferula Communis dà il meglio di sé tra la Primavera inoltrata e l’inizio dell’Estate, quando dal suo fusto verde si estendono i rametti da cui troneggiano i fiori di un giallo intenso.

ferula_communis (2)Viaggiando in Puglia non possiamo fare a meno di notare la presenza massiva di queste piante spontanee, soprattutto nel territorio della Murgia. Ultimamente sono rimasto sorpreso nel vederne una quantità enorme lungo la strada costiera per Manfredonia.ferula_communis (3)

Spesso pianta spontanea in quantità industriale è sinonimo di degrado, tuttavia data la vivacità dei colori della Ferula Communis e il suo impiego in lavori artigianali (il suo arbusto è duro e resistente), lascio volentieri ogni considerazione negativa e mi godo lo spettacolo della natura.

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Perlustrazioni murgiane

IMG_6174Non finirò mai di scoprire quanto sia variegato il panorama della Puglia, viaggiando lungo le strade provinciali dell’entroterra murgiano. Un paio di settimane fa avevo iniziato a esplorare la zona che si estende a partire dal bivio Spinazzola-Minervino lungo la S.P. 234, attirato dalle gigantesche pale eoliche che roteano in lontananza.

Complice una mattinata splendida, ieri sono tornato da quelle parti per inoltrarmi in una strada vicinale denominata “Dei passeggeri”. La Murgia e in generale la campagna pugliese conservano dei toponimi in alcuni casi evocativi di un passato che affonda le radici nell’antichità.

IMG_6150Considerazione storica a parte, percorrendo la S.V. Dei passeggeri in beata solitudine ho potuto godere dei colori della natura prima di tornare sui miei passi. Dopo aver percorso circa due km, ho trovato alla mia sinistra un bel bosco recintato con delle lunghe staccionate in legno: questa zona presenta, se pur a macchia di leopardo, delle fitte boscaglie che spezzano la continuità dei prati da cui emergono le rocce calcaree.

IMG_6165Dopodiché sono tornato indietro per inoltrarmi ancora lungo la provinciale 234, stavolta scollinando la salita ripida che si trova a poco più di 1 km dalla strada vicinale detta Dei passeggeri. Lasciata alla mia destra quella che mi è sembrata essere o una cava dismessa, oppure una dolina carsica, ho notato il rudere di una masseria fortificata a circa 200 mt da me.

Dato che non avevo più molto tempo a disposizione, mi sono fermato sulla sinistra all’ingresso di un’azienda agricola (o presunta tale visto che il luogo mi è sembrato abbandonato). Non ho fatto in tempo a scendere dall’auto che un branco di bei cagnoni randagi ha iniziato a correre verso il cancello, abbaiando come forsennati.

Nonostante io ami gli animali e in particolare i cani, ho preferito abbassare il finestrino e scattare foto rimanendo in auto. La situazione era abbastanza ridicola perché mentre zoomavo sulla masseria diroccata, cercavo di zittire i cani che nel frattempo non solo non la smettevano di abbaiare, ma aumentavano sempre di più.

“Shhhh state zitti! Fatemi finire di scattare le ultime foto e me ne vado!”: naturalmente il branco di cani randagi non era d’accordo con me. Dopo aver terminato il reportage, ho notato che la maggior parte dei cani era passata attraverso le sbarre del cancello, oppure più intelligentemente era saltata dal muretto a secco di recinzione e ormai circondava la mia automobile.

Bene, non dovevo fare altro che accendere il motore, ingranare la retromarcia e farmi strada prestando la massima attenzione a non investire quelle simpatiche bestiole. La ciliegina sulla torta è stata la visione di un cucciolo al seguito del branco.

Retromarcia riuscita pur con l’ansia di investire qualcuno, prima ingranata e con estrema lentezza ho imboccato la strada del ritorno, consapevole che i cani mi avrebbero inseguito solo fino a un certo punto, fin dove il loro istinto lo avrebbe consentito.

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