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Trani: passeggiata sul molo

img_5162Cosa fare dopo aver visitato in lungo e in largo una città, avendone apprezzato i monumenti, le strade, le piazze, i musei? Nel caso in cui la città in questione (nel nostro caso Trani) si affacci sul mare, io suggerisco una passeggiata fotografica lungo il molo.

Nel post precedente ho accennato a come il punto di vista cambi letteralmente, se per esempio scrutiamo una città dal mare. Prima di arrivare al punto di osservazione opposto a quello di partenza, tuttavia è bene soffermarsi sui dettagli visivi che si possono incontrare.

Un molo di una città portuale può rivelarsi a volte un luogo pieno di vita, di spunti interessanti e inattesi. Ecco dunque il mio consiglio: se non avete ancora voglia di andarvene dalla città appena visitata, provate a fare un salto al porto e lasciatevi ispirare.

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Vista dal mare: Trani

img_5203La città vista dal mare è un tema che ultimamente mi affascina parecchio. Il mare come luogo di osservazione distaccato e quindi privilegiato, il mare come punto di vista personale.

Prendiamo per esempio uno dei due moli di Trani: da questa posizione defilata, si gode di un punto di osservazione adatto a osservare meglio la forma stessa della città, il suo sviluppo, la sua funzione.

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Il mare di periferia

img_4751mSon qui inginocchiato sui ciottoli a fotografare Bari, mentre il mare s’increspa e la luce mi acceca. Che paradosso: come posso immortalare un luogo che si delinea timidamente all’orizzonte, quando mi trovo ancora nello stesso posto?

Il concetto di periferia è fin troppo ampio, finendo per disperdersi e sciogliersi nella grandezza di una città. Anche una spiaggia di ciottoli può essere una periferia, quando oltre al mare tutto intorno c’è il nulla scosso solamente dalle automobili che sfrecciano incuranti del limite di velocità a 50 km/h.

Bari è laggiù, le vette dei campanili sembrano sfidare senza neanche troppa convinzione le gru innalzate nel porto. Non sono neanche così lontano dal centro, ma sembra di essere distante una vita.

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Tra i vicoli di Bari vecchia

img_4674Passeggiare per i vicoli di Bari vecchia la domenica mattina non ha prezzo. Punto di partenza piazza Mercantile, con l’ex palazzo del Sedile a farla da padrone, per poi giungere a destinazione: il Museo Civico in strada Sagges.

Il centro antico pullula di turisti stranieri armati di reflex, ma ciò che fa più ridere è vedere la loro reazione davanti a una delle scene più tipiche della mia città. Stavo camminando in direzione della chiesa del Gesù e davanti a me c’era una turista straniera che si guardava intorno.

A un certo punto, la signora ha accennato una timida svolta a sinistra salvo ricredersi e tornare immediatamente indietro. Cosa avrà mai visto è presto detto: arrivato nel punto esatto in cui la turista è tornata sui suoi passi, ho guardato alla mia sinistra e in una strada laterale c’era un gruppo di persone intento a chiacchierare e bere birra: rigorosamente Peroni.

Inutile dire che ho proseguito il mio giro senza nascondere una risata. Arrivato pressoché a metà del tragitto, eccoci davanti a uno dei simboli di Bari vecchia: l’arco delle Meraviglie.img_4688

Sappiate che mentre scattavo queste foto, ho dovuto isolarmi in un angolino evitando un gruppo di bambini che giocava a calcio, con relative mamme che li inseguivano minacciosamente in pantofole. Mentre ero intento a scattare l’ultima foto, ecco arrivare una pallonata sulla mia gamba sinistra, al che ho esclamato spontaneamente: “Palo!”.

Poco più in là, eccoci arrivati nella zona ormai diventata polo universitario: il Museo Civico è a una decina di metri da lì e il percorso è così giunto a conclusione.

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FAI Marathon, Bari: sulle strade della musica

img_4646-2In occasione del FAI Marathon di ieri, domenica 16 ottobre, ho potuto visitare tre luoghi della mia città, Bari: Palazzo Gironda, la chiesa di San Michele con annessa cripta e la casa di Niccolò Piccinni. Tutti e tre questi luoghi sono legati da un filo conduttore: la musica.

Palazzo Gironda fu la prima sede dell’Accademia Polifonica Barese fondata nel 1926, la chiesa di san Michele (ex complesso benedettino) è stata il luogo in cui è stato realizzato l’Exultet (attualmente conservato nella cattedrale barese), infine la casa di Niccolò Piccinni, dove il celebre musicista ha vissuto dal 1738 al 1753.

Dato il tema portante della giornata di ieri, cioè la musica, la visita nei luoghi scelti dal FAI è stata scandita da rulli di tamburi che facevano vibrare le strade e i muri della città vecchia di Bari. Una nutrita banda di ragazzi in costume d’epoca ha infatti rallegrato la calda mattinata di ieri, quindi ho avuto parecchio materiale a disposizione per esercitarmi con la reflex: a voi le immagini!

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Architettura, Fotografia

Lungo la costa barese: l’abbazia di San Vito

JpegLe escursioni lungo la costa barese non riguardano solo città più o meno grandi. Ci sono frazioni che, per quanto piccole, meritano senza dubbio una sosta.

Le immagini si riferiscono a San Vito, minuscolo borgo alle porte di Polignano a Mare e famoso per la sua abbazia, dal XIX secolo inglobata nel palazzo marchesale La Greca. L’abbazia di San Vito è un esempio di stratificazione architettonica, poiché una prima frequentazione monastica è attestata tra il X e l’XI secolo.

La struttura presenta ormai le conseguenze del tempo e non mi riferisco all’età di ogni singola pietra che compone l’edificio, ma agli innumerevoli interventi che ne hanno modificato l’aspetto originario. Entrare in questo luogo, riempirsi gli occhi di pura bellezza e ammirarne il fascino: tutto molto bello, peccato che San Vito sia ormai da tempo meta del turismo balneare.

Troppo caos, un andirivieni di bagnanti e automobili che mal si concilia con le ridotte dimensioni della località. Per ogni ulteriore approfondimento, vi rimando a questo link.

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