Arte, Fotografia

Una meraviglia antica

img_6017Tra pietre sapientemente scolpite, motivi ricamati e immagini di uomini, animali fissate per sempre nella materia, gli occhi di chi visita la Puglia sono sempre appagati. La scoperta di una cattedrale può andare anche oltre la doverosa ammirazione per l’architettura, gli arredi sacri, i preziosi dipinti.img_6022

Basta soffermarsi sui portali d’ingresso per provare una meraviglia antica, che proviene da lontano e che al giorno d’oggi rischia di essere inascoltata e confusa a causa dei troppi input. Isolare i particolari, metterli a fuoco, percepirne la grandezza centimetro dopo centimetro.

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Architettura, Fotografia

Lungo la costa barese: l’abbazia di San Vito

JpegLe escursioni lungo la costa barese non riguardano solo città più o meno grandi. Ci sono frazioni che, per quanto piccole, meritano senza dubbio una sosta.

Le immagini si riferiscono a San Vito, minuscolo borgo alle porte di Polignano a Mare e famoso per la sua abbazia, dal XIX secolo inglobata nel palazzo marchesale La Greca. L’abbazia di San Vito è un esempio di stratificazione architettonica, poiché una prima frequentazione monastica è attestata tra il X e l’XI secolo.

La struttura presenta ormai le conseguenze del tempo e non mi riferisco all’età di ogni singola pietra che compone l’edificio, ma agli innumerevoli interventi che ne hanno modificato l’aspetto originario. Entrare in questo luogo, riempirsi gli occhi di pura bellezza e ammirarne il fascino: tutto molto bello, peccato che San Vito sia ormai da tempo meta del turismo balneare.

Troppo caos, un andirivieni di bagnanti e automobili che mal si concilia con le ridotte dimensioni della località. Per ogni ulteriore approfondimento, vi rimando a questo link.

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Cimitile: la storia è qui

cimitile_basiliche_paleocristiane (2)Cimitile è un piccolo paese in provincia di Napoli, confinante con la più grande Nola e possiede un patrimonio storico-artistico invidiabile: le basiliche paleocristiane. Un vero e proprio museo archeologico a cielo aperto, in cui la storia si manifesta davanti agli occhi in tutta la sua solennità.

Le basiliche consentono al visitatore di vedere concretamente l’evoluzione di un’area, la sua trasformazione nel corso dei secoli in base ai differenti stili architettonici susseguitisi a partire dal III fino al XVIII secolo, senza contare i restauri compiuti nell’800 e nel ‘900. A impreziosire la visita ci pensa la rilassante cornice verde del parco, che crea un contrasto suggestivo con le murature degli edifici ancora integri e le rovine.

San Felice, San Giovanni, Santo Stefano, la cappella di Santa Maria degli Angeli, San Calionio, i SS. Martiri: un’area vastissima comprende tutti questi edifici di culto. Entriamo nella basilica di San Felice: qui la stratificazione storica, artistica e architettonica è evidente ovunque.

cimitile_basiliche_paleocristiane (12)Pitture murali, mosaici dorati, tombe, un piccolo antiquarium con reperti vari, ambenti collegati l’uno all’altro e sovrapposti lasciano intravedere ciò che è rimasto delle costruzioni precedenti. Una volta fuori, non ci si può esimere dal guardarsi intorno per cercare altre tracce di un passato mai così evidente.

Un luogo suggestivo, dove la storia è contestualizzata nello stesso spazio in cui si è sviluppata.

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La cattedrale di Salerno

salerno_cattedrale (2)Generalmente i campanili delle cattedrali sono alti e ben visibili, ma quanta fatica inutile abbiamo fatto io e la mia ragazza per trovare la cattedrale di Salerno? Eravamo a poco più di 50 metri e non ce ne siamo accorti: l’attesa però è stata premiata.

La sera prima avevamo visitato la splendida cattedrale di Nola (seguirà un post ad hoc) e non vedevamo l’ora di ammirare quest’altro capolavoro. Dopo aver imboccato la strada giusta, abbiamo visto svettare da lontano il campanile arabo-normanno e non abbiamo avuto più dubbi sulla direzione da prendere.

Una volta salita la scalinata, eccoci entrare nel portico ricco di intarsi policromi, bassorilievi e sarcofagi istoriati. La cattedrale di Salerno è un concentrato di stili e di rimandi: l’abbazia di Montecassino, l’architettura islamica, la basilica di Sant’Apollinare a Ravenna.

salerno_cattedrale (13)Quando si entra, non si può fare a meno di lasciarsi ammaliare dalle absidi arricchite da mosaici: una volta lì sotto, ci si lascia sovrastare dalla figura della Vergine immacolata, un’opera d’arte dall’enorme potenza. Da sottolineare la particolarità dell’ambone, il cui stile ancora una volta suggerisce una commistione con l’islam.

salerno_cattedrale (19)Da non perdere per nessuna ragione al mondo la visita alla cripta: sembra di entrare in uno scrigno pieno di pietre preziose, per quanto sia colorata e sgargiante con i suoi marmi policromi, gli affreschi dalle cornici dorate e le luci che valorizzano del tutto queste opere. Qui sono conservate le spoglie di San Matteo, patrono della città.

Alla fine della visita, non si può non avvertire il senso di ricchezza per aver ampliato il proprio bagaglio di conoscenze.

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Cortili aperti 2016: alla scoperta di Bitonto

cortili_aperti_bitonto (16)Dopo l’imperdibile appuntamento delle Giornate del FAI a marzo scorso a Irsina (Matera), l’apertura straordinaria (in ogni senso) di Masseria Jesce due settimane fa ad Altamura (Bari), come potevo evitare “Cortili aperti”? Il pomeriggio di ieri ha riservato gli straordinari per la mia fotocamera, poiché il suo (nonché mio) istinto predatorio è stato liberato per le vie del centro antico di Bitonto (Bari).bitonto_cattedrale

Viaggiare in Puglia non stanca e non delude, finalmente ho potuto visitare completamente la cattedrale bitontina, scendendo anche nella cripta e poi nell’area archeologica. Una volta entrati, vi consiglio di guardarvi attentamente intorno per non perdere neanche un particolare!

cortili_aperti_bitonto (4)Le sorprese a mio avviso più belle, tuttavia, possono essere ammirate dapprima alzando gli occhi al cielo, non per pregare, ma per ammirare il soffitto a capriate lignee dipinte (in questo caso, la mia ragazza ha avuto quasi un mancamento). Dopodiché, abbassate il vostro sguardo in direzione della copertura circolare in vetro posta poco dopo l’inizio della navata centrale: lì sotto c’è un mosaico pavimentale con un maestoso grifone che vi sta aspettando!cortili_aperti_bitonto (5)

cortili_aperti_bitonto (18)In fondo alle navate laterali (da non perdere l’ambone!) ci sono le scale che conducono nella cripta abbellita da notevoli pitture murali, dalla quale poi si accede all’area archeologica. Qui sono visibili: i resti della chiesa paleocristiana-altomedievale, le mura di età ellenistica-romana, una tomba di età classica e un sepolcreto altomedievale, una piccola collezione di ceramiche di età antica, oltre che di monete risalenti alle epoche bizantina, sveva, aragonese nonché di alcuni resti scultorei.

cortili_aperti_bitonto (1)Dopo questa esperienza esaltante, è stata la volta della chiesa ormai sconsacrata di Santa Caterina d’Alessandria, dove è possibile osservare il pavimento musivo risalente all’XI secolo. Qui, le tessere pavimentali sono state disposte in modo diverso, ottenendo così delle trame differenti e suggestive.cortili_aperti_bitonto (3)

La chiesetta è completamente inglobata tra gli edifici del centro antico e ha avuto una storia travagliata. I numerosi crolli dovuti alle intemperie, nonché l’abbattimento della zona absidale a causa delle modifiche apportate all’assetto urbanistico della zona, non hanno però eliminato del tutto questo luogo assai caro alla cittadinanza.

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