Arte, Fotografia, Viaggi

Cortili aperti 2016: alla scoperta di Bitonto

cortili_aperti_bitonto (16)Dopo l’imperdibile appuntamento delle Giornate del FAI a marzo scorso a Irsina (Matera), l’apertura straordinaria (in ogni senso) di Masseria Jesce due settimane fa ad Altamura (Bari), come potevo evitare “Cortili aperti”? Il pomeriggio di ieri ha riservato gli straordinari per la mia fotocamera, poiché il suo (nonché mio) istinto predatorio è stato liberato per le vie del centro antico di Bitonto (Bari).bitonto_cattedrale

Viaggiare in Puglia non stanca e non delude, finalmente ho potuto visitare completamente la cattedrale bitontina, scendendo anche nella cripta e poi nell’area archeologica. Una volta entrati, vi consiglio di guardarvi attentamente intorno per non perdere neanche un particolare!

cortili_aperti_bitonto (4)Le sorprese a mio avviso più belle, tuttavia, possono essere ammirate dapprima alzando gli occhi al cielo, non per pregare, ma per ammirare il soffitto a capriate lignee dipinte (in questo caso, la mia ragazza ha avuto quasi un mancamento). Dopodiché, abbassate il vostro sguardo in direzione della copertura circolare in vetro posta poco dopo l’inizio della navata centrale: lì sotto c’è un mosaico pavimentale con un maestoso grifone che vi sta aspettando!cortili_aperti_bitonto (5)

cortili_aperti_bitonto (18)In fondo alle navate laterali (da non perdere l’ambone!) ci sono le scale che conducono nella cripta abbellita da notevoli pitture murali, dalla quale poi si accede all’area archeologica. Qui sono visibili: i resti della chiesa paleocristiana-altomedievale, le mura di età ellenistica-romana, una tomba di età classica e un sepolcreto altomedievale, una piccola collezione di ceramiche di età antica, oltre che di monete risalenti alle epoche bizantina, sveva, aragonese nonché di alcuni resti scultorei.

cortili_aperti_bitonto (1)Dopo questa esperienza esaltante, è stata la volta della chiesa ormai sconsacrata di Santa Caterina d’Alessandria, dove è possibile osservare il pavimento musivo risalente all’XI secolo. Qui, le tessere pavimentali sono state disposte in modo diverso, ottenendo così delle trame differenti e suggestive.cortili_aperti_bitonto (3)

La chiesetta è completamente inglobata tra gli edifici del centro antico e ha avuto una storia travagliata. I numerosi crolli dovuti alle intemperie, nonché l’abbattimento della zona absidale a causa delle modifiche apportate all’assetto urbanistico della zona, non hanno però eliminato del tutto questo luogo assai caro alla cittadinanza.

Standard
Architettura, Fotografia, Viaggi

Alla scoperta di Masseria Jesce

masseria_jesce_italy (5)

Masseria fortificata, azienda agricola, villaggio rupestre con annessa cripta affrescata (di cui parlerò in un altro post), probabilmente un casale le cui origini affondano nell’antica Sublupatia segnata nella Tabula Peutingeriana: questa vera e propria stratificazione architettonica, storica e sociale si trova a pochi km da Altamura, in Puglia, e si chiama Masseria Jesce. La Via Appia si snoda placidamente lungo la campagna pugliese rasentando il confine con la Basilicata, tutt’intorno è un susseguirsi di insediamenti rupestri e masserie fortificate che spesso coesistono nello stesso spazio.

masseria_jesce_italy (7)Sabato 14 e domenica 15 è stato possibile visitare Masseria Jesce grazie a un’apertura straordinaria organizzata dal FAI. La masseria, nel suo aspetto attuale, risente dei restauri eseguiti alla fine del XVII secolo, ma il nucleo originale risale a quello precedente.

In tutta l’area sono stati rinvenuti insediamenti e reperti risalenti al I millennio a. C. che ci fanno ben capire l’importanza archeologica di questo angolo di terra a cavallo tra le province di Bari, Taranto e Matera. Gli studenti del Liceo Classico “Cagnazzi” di Altamura si sono dimostrati assolutamente all’altezza del ruolo di ciceroni, senza incappare nella fin troppo scontata ripetizione “a pappagallo” a cui ho assistito altrove in questi anni.masseria_jesce_italy (4)

Una menzione speciale dunque per questi ragazzi che, soprattutto nella spiegazione degli affreschi della cripta e della struttura superiore appartenente al cosiddetto piano nobile, mi hanno piacevolmente sorpreso per preparazione e sicurezza. Complimenti a parte, la visita ha superato di gran lunga le mie aspettative e urge un nuovo sopralluogo!

Standard
Architettura, Fotografia

Lungo la Via Traiana: Masseria Tavernola

2016-13-5--09-55-49Primo pomeriggio, la campagna andriese è attraversata da auto e mezzi agricoli: ci troviamo lungo la S.P. 30 che collega Corato a Canosa di Puglia. Lungo questo tracciato che ricalca la più antica Via Traiana, sorge il sito di Masseria Tavernola.

IMG_6241Via Traiana da queste parti è anche sinonimo di Via Francigena, vale a dire l’itinerario seguito dai pellegrini diretti in Terra Santa, salpando dal porto di Brindisi. Masseria Tavernola oggi è ridotta un rudere alla mercé di cittadini indegni che l’hanno trasformata in discarica a cielo aperto.

IMG_6178Una targa ci ricorda del restauro avvenuto nel 1890, quindi un tempo c’era qualcuno che aveva a cuore questo sito: poi cosa è cambiato? Scendo dall’auto e inizio a guardarmi intorno poiché recentemente ho avuto a che fare con un branco numeroso di cani randagi.

Alla fine, gli unici esemplari a quattro zampe che presidiano il sito sono due piccoli cani meticci. Sembrano due volpini, alla fine sono anche simpatici e non abbaiano, limitandosi a guardarmi con circospezione.

C’è una porta aperta, ricordo di aver visto su un libro le immagini di un locale con la volta a botte e infatti mi sporgo per avere conferma che si tratti di quello. Dentro c’è un buio pesto e la foto non è venuta affatto bene nonostante il flash, ma provando a schiarirla si può notare la struttura del vano.

L’accostamento tra edificio abbandonato, immondizia sparsa ovunque ed automobile parcheggiata potrebbe destare sospetti, quindi ho scattato le foto senza prendermela eccessivamente comoda. Anche questa perlustrazione ha finito per lasciarmi l’amaro in bocca come per il sopralluogo all’area archeologica di Santa Barbara: visto che non c’è l’interesse a rivalutare questi siti, almeno le foto valgano da denuncia e monito.

Standard
Fotografia

Solamente un mucchio di pietre

IMG_6215L’Italia potrebbe vivere di turismo 365 giorni all’anno, eppure ci sono luoghi completamente abbandonati a se stessi. Le foto si riferiscono ai resti dell’insediamento di età peuceta e romana di Santa Barbara, in territorio di Andria.

C’è differenza tra un mucchio di pietre e un’area archeologica? La domanda non è frutto di follia improvvisa, non vi preoccupate, ma di una amara constatazione.

IMG_6216Viaggiare in Puglia per me vuol dire anche andare alla scoperta di posti dimenticati, avventurarmi senza indugi dopo aver letto qualcosa di interessante su alcuni libri e verificarne il contenuto recandomi di persona nei luoghi descritti. La via Traiana è lì vicino storpiata, asfaltata e ridotta a “banale” strada provinciale, quando invece andrebbe opportunamente segnalata per rispetto nei confronti della sua enorme valenza storica.IMG_6238

All’escursionista della domenica come me, quindi, non resta che una semplice scampagnata fotografica alla ricerca solamente di un mucchio di pietre, facendomi strada tra l’erba alta fino a mezzo metro.

Standard
Fotografia, Viaggi

Puglia da scoprire: il casale di Balsignano

hdrViaggiare in Puglia tra castelli, cattedrali, masserie, ulivi e… casali medievali! Le campagne pugliesi nascondono una storia millenaria la cui traccia è oggi visibile anche attraverso ciò che rimane di antichi insediamenti rurali.

Chiese, masserie, toponimi che a loro volta rimandano alla dominazione romana e la conseguente centuriazione delle stesse campagne. Alle porte di Bari, esattamente tra le città di Bitritto e Modugno, si erge il casale di Balsignano, un sito archeologico ricchissimo di storia e recentemente restaurato.

puglia_casale_di_balsignano (1)Questa località, frequentata sin dal VIII secolo ma di origine incerta, è costituita dalla chiesa di San Felice più altri corpi di fabbrica tra cui il cosiddetto castello. Quest’ultimo rappresenta il risultato di una stratificazione di edifici distinti, poiché l’impianto originale è di tipo monastico.

puglia_casale_di_balsignano (3)Da notare poi l’ampio cortile interno, dominato dallo stesso castello e completamente cinto da mura. Il casale di Balsignano non è ancora visitabile, pertanto mi son dovuto accontentare di qualche foto attraverso le sbarre del cancello d’ingresso, oppure al di sopra del muretto di recinzione.

puglia_casale_di_balsignano (4)Purtroppo la strada provinciale Modugno-Bitritto è stretta nonché tortuosa, pertanto non è stato possibile fermarmi per fotografare anche la natura lussureggiante che avvolge quella zona. In corrispondenza del casale di Balisgnano, infatti, c’è una fitta vegetazione che rimanda a ricordi di gioventù, quando si organizzavano feste ad alta gradazione alcolica nel cosiddetto “Boschetto delle fate”: ma questa è un’altra storia.

Per maggiori informazioni su questo come su altri siti, consiglio la lettura del volume “Insediamenti rurali nel territorio a nord di Bari dalla tarda antichità al Medioevo” a cura di Maurizio Triggiani.

Standard