Architettura, Arte, Fotografia, Viaggi

Cimitile: la storia è qui

cimitile_basiliche_paleocristiane (2)Cimitile è un piccolo paese in provincia di Napoli, confinante con la più grande Nola e possiede un patrimonio storico-artistico invidiabile: le basiliche paleocristiane. Un vero e proprio museo archeologico a cielo aperto, in cui la storia si manifesta davanti agli occhi in tutta la sua solennità.

Le basiliche consentono al visitatore di vedere concretamente l’evoluzione di un’area, la sua trasformazione nel corso dei secoli in base ai differenti stili architettonici susseguitisi a partire dal III fino al XVIII secolo, senza contare i restauri compiuti nell’800 e nel ‘900. A impreziosire la visita ci pensa la rilassante cornice verde del parco, che crea un contrasto suggestivo con le murature degli edifici ancora integri e le rovine.

San Felice, San Giovanni, Santo Stefano, la cappella di Santa Maria degli Angeli, San Calionio, i SS. Martiri: un’area vastissima comprende tutti questi edifici di culto. Entriamo nella basilica di San Felice: qui la stratificazione storica, artistica e architettonica è evidente ovunque.

cimitile_basiliche_paleocristiane (12)Pitture murali, mosaici dorati, tombe, un piccolo antiquarium con reperti vari, ambenti collegati l’uno all’altro e sovrapposti lasciano intravedere ciò che è rimasto delle costruzioni precedenti. Una volta fuori, non ci si può esimere dal guardarsi intorno per cercare altre tracce di un passato mai così evidente.

Un luogo suggestivo, dove la storia è contestualizzata nello stesso spazio in cui si è sviluppata.

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La cattedrale di Salerno

salerno_cattedrale (2)Generalmente i campanili delle cattedrali sono alti e ben visibili, ma quanta fatica inutile abbiamo fatto io e la mia ragazza per trovare la cattedrale di Salerno? Eravamo a poco più di 50 metri e non ce ne siamo accorti: l’attesa però è stata premiata.

La sera prima avevamo visitato la splendida cattedrale di Nola (seguirà un post ad hoc) e non vedevamo l’ora di ammirare quest’altro capolavoro. Dopo aver imboccato la strada giusta, abbiamo visto svettare da lontano il campanile arabo-normanno e non abbiamo avuto più dubbi sulla direzione da prendere.

Una volta salita la scalinata, eccoci entrare nel portico ricco di intarsi policromi, bassorilievi e sarcofagi istoriati. La cattedrale di Salerno è un concentrato di stili e di rimandi: l’abbazia di Montecassino, l’architettura islamica, la basilica di Sant’Apollinare a Ravenna.

salerno_cattedrale (13)Quando si entra, non si può fare a meno di lasciarsi ammaliare dalle absidi arricchite da mosaici: una volta lì sotto, ci si lascia sovrastare dalla figura della Vergine immacolata, un’opera d’arte dall’enorme potenza. Da sottolineare la particolarità dell’ambone, il cui stile ancora una volta suggerisce una commistione con l’islam.

salerno_cattedrale (19)Da non perdere per nessuna ragione al mondo la visita alla cripta: sembra di entrare in uno scrigno pieno di pietre preziose, per quanto sia colorata e sgargiante con i suoi marmi policromi, gli affreschi dalle cornici dorate e le luci che valorizzano del tutto queste opere. Qui sono conservate le spoglie di San Matteo, patrono della città.

Alla fine della visita, non si può non avvertire il senso di ricchezza per aver ampliato il proprio bagaglio di conoscenze.

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Viaggiare in Puglia: la mia invasione digitale

Ieri è terminata la IV edizione di “Invasioni digitali”, un’iniziativa organizzata in tutta Italia che coniuga la passione per la cultura, la fotografia e la condivisione delle esperienze vissute. Muniti di fotocamere, smartphone e tablet, i partecipanti hanno avuto l’unico compito di immortalare i luoghi, i paesaggi e gli scorci più emozionanti, per poi condividerli in tempo reale sui social network.

Dato che mi trovo in Puglia, ho partecipato all’evento organizzato dalle Pro Loco di Corato, Ruvo di Puglia e Bisceglie. La giornata si è sviluppata seguendo anche un fil rouge che ha accomunato le tre località in questione: la via Francigena, ossia il cammino che da Carterbury porta i pellegrini a Roma e infine a Gerusalemme.

In Puglia, la via Francigena ricalca anche il tracciato dell’antica via Traiana, vale a dire una delle più importanti vie di comunicazione realizzate dall’uomo. Essa aveva come punto di partenza la città di Benevento e come punto d’arrivo la città di Brindisi.

Bombardando i social con le nostre foto, seguite dagli hashtag #invasionidigitali #invadilafrancigena e #weareinpuglia, abbiamo trascorso un’intera giornata tra chiese rurali ed edicole sacre in territorio coratino, pinacoteca di arte contemporanea, torre dell’orologio e centro storico a Ruvo di Puglia, concattedrale di San Pietro a Bisceglie.

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Simboli e significati

Da millenni l’uomo ha sviluppato la capacità di mediare i contenuti attraverso i simboli: forme geometriche, caratteri alfanumerici ma anche gesti che rimandano a significati precisi. Il simbolo si fa portatore di un significato che come tale rimane immutabile: esso prescinde dal tempo, tanto meno dall’esposizione alle intemperie ed è per questo motivo che la pietra assume un ruolo centrale nella mediazione di questi contenuti.

La pietra può essere incisa, levigata, scolpita per dar forma a un concetto che deriva da lontano: di fronte a queste vere e proprie opere d’arte non posso che rimanere incantato.

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In un’altra dimensione

All’estremità del parco archeologico di Venosa, dalla parte opposta rispetto all’entrata con la biglietteria, troneggia in tutta la sua maestosità il complesso abbaziale benedettino della SS. Trinità da cui si accede alla cosiddetta “incompiuta”, vale a dire la chiesa costruita in epoca normanna e rimasta in una condizione di perpetua sospensione temporale. Una volta entrati, la percezione dello spazio e del tempo cambiano radicalmente e ci si sente scaraventati in un’altra dimensione.

Mi sono sentito come in un mondo parallelo, o per meglio dire in un vero e proprio sogno dove il mio corpo diviene d’un tratto irrilevante in uno spazio mai visto prima. Immaginate dunque un grande prato verde da cui svettano mura, archi, colonne e pilastri che, se pur incompiuti, dimostrano comunque tutta la loro imponenza.

Verrebbe voglia di stendersi su quel prato e farsi inghiottire dalle vertigini che una simile monumentalità può dare. Per informazioni più dettagliate, consultate questa pagina.

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La ricerca del pathos

Ci risiamo, la mia solita attrazione per le statue dei santi e in generale per le figure religiose presenti nelle chiese ha fatto nuovamente breccia nel mio cuore. La cattedrale di Irsina è ricca di opere d’arte, ma offre anche degli spunti interessanti per chi è appassionato di fotografia.

Punti di vista e sensazioni soggettive si alternano tra uno scatto e un altro. L’uso di un bianco e nero esasperato nei suoi contrasti tonali è dovuto alla ricerca del pathos nascosto in ognuno dei soggetti immortalati.

Normalmente, ogni qual volta visito una chiesa, sono solito girare tra i banchi e le navate affollate di fedeli e turisti alla ricerca di un soggetto e della luce adatta al mio scopo. In questo caso, invece, la fortuna ha voluto che la cattedrale di Irsina fosse sgombra poiché si stavano eseguendo una serie di restauri.

Totale libertà di azione, quindi, con l’immaginazione che ha potuto finalmente prendere il sopravvento sulla realtà.

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Giornate del FAI 2016: Irsina

Dopo una settimana di lavoro, serve una lunga pausa e quale occasione migliore per godersi il weekend sono le Giornate del FAI? Come ogni anno, c’è l’imbarazzo della scelta e stavolta ho optato per la Basilicata e in particolare per Irsina (Matera).

Nonostante i lavori per il raddoppio e l’ammodernamento della S.S 96, il viaggio è durato esattamente quanto previsto: in un’ora e mezza circa mi stavo già godendo l’aria pura della collina. Ogni volta che vado in Basilicata, la sensazione è sempre la stessa: basta valicare il confine naturale dell’Alta Murgia e si entra in un mondo dove il tempo è solamente una categoria opinabile.

Particolarmente suggestivo è l’ingresso nel centro storico della cittadina lucana: il passaggio dal nucleo moderno a quello antico è infatti segnato dalla Porta Santa Eufemia. Un allegro e vociante andirivieni di studenti preannuncia l’imminente avvio delle Giornate del FAI 2016: una volta valicata la porta Santa Eufemia, si viene accolti da una piacevole atmosfera di festa.

La visita a Irsina è stata molto ricca: la cattedrale dove si può ammirare la statua policroma in pietra di Nanto opera del Mantegna raffigurante Santa Eufemia, la cripta affrescata della chiesa di San Francesco, il Museo civico e i cosiddetti “bottini” (antichi acquedotti). La cattedrale di Irsina, dedicata all’Assunta, oltre alla statua di Santa Eufemia scolpita dal Mantegna, conserva anche un crocifisso ligneo attribuito alla bottega di Donatello e risalente al XV secolo, una statua raffigurante una Madonna con Bambino attribuita a N. Pinzolo, un reliquiario di Santa Eufemia e uno di San Paolo, la cosiddetta colonnina di Santa Croce e un fonte battesimale con capitello del XV secolo.

Tutte queste meraviglie appartengono a un’unica donazione effettuata dal padovano Roberto de Mabilia.

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