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Fotografia

Strada senza uscita

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Arte, Fotografia, Viaggi

La cattedrale di Nola

nola_cattedrale (5)Una storia ultracentenaria andata completamente in fumo, bruciata come un foglio di carta appallottolato con rabbia e scaraventato nel caminetto ancora acceso. La cattedrale di Nola dedicata a Santa Maria Assunta, il cui impianto originale risale al XIV secolo, fu ricostruita una prima volta nel XVI dopo il rovinoso crollo, per poi diventare vittima della mano dell’uomo.

Distrutta, data alle fiamme nel 1861, fu completamente ricostruita tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del ‘900. In questa sua nuova vita, essa si mostra maestosa e solenne come si conviene a una chiesa poi elevata a basilica minore.

Quando ci ho messo piede, non ho creduto ai miei occhi: uno spazio che non lascia trasparire la modernità dell’impianto, enorme e arioso, decorato nei minimi dettagli al punto da domandarsi se non ci si trovi catapultati nella cattedrale di qualche capitale europea. Passato e presente sono uniti però da una tragedia: il rogo del 1861 è una verità dolorosa.

nola_cattedrale (3)Per comprendere la drammaticità di quella notte, basta sollevare gli occhi sulla controfacciata e osservare la potenza evocativa dell’affresco realizzato da Gaetano D’Agostino. Girando tra le navate, lungo il transetto, scendendo nella cripta, osservando gli altorilievi non si può non ringraziare la sorte per aver risparmiato dalla cenere almeno parte dei capolavori contenuti nella “vecchia” cattedrale.

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Architettura, Arte, Fotografia, Viaggi

Cimitile: la storia è qui

cimitile_basiliche_paleocristiane (2)Cimitile è un piccolo paese in provincia di Napoli, confinante con la più grande Nola e possiede un patrimonio storico-artistico invidiabile: le basiliche paleocristiane. Un vero e proprio museo archeologico a cielo aperto, in cui la storia si manifesta davanti agli occhi in tutta la sua solennità.

Le basiliche consentono al visitatore di vedere concretamente l’evoluzione di un’area, la sua trasformazione nel corso dei secoli in base ai differenti stili architettonici susseguitisi a partire dal III fino al XVIII secolo, senza contare i restauri compiuti nell’800 e nel ‘900. A impreziosire la visita ci pensa la rilassante cornice verde del parco, che crea un contrasto suggestivo con le murature degli edifici ancora integri e le rovine.

San Felice, San Giovanni, Santo Stefano, la cappella di Santa Maria degli Angeli, San Calionio, i SS. Martiri: un’area vastissima comprende tutti questi edifici di culto. Entriamo nella basilica di San Felice: qui la stratificazione storica, artistica e architettonica è evidente ovunque.

cimitile_basiliche_paleocristiane (12)Pitture murali, mosaici dorati, tombe, un piccolo antiquarium con reperti vari, ambenti collegati l’uno all’altro e sovrapposti lasciano intravedere ciò che è rimasto delle costruzioni precedenti. Una volta fuori, non ci si può esimere dal guardarsi intorno per cercare altre tracce di un passato mai così evidente.

Un luogo suggestivo, dove la storia è contestualizzata nello stesso spazio in cui si è sviluppata.

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Fotografia, Viaggi

Viaggiare in Puglia: la mia invasione digitale

Ieri è terminata la IV edizione di “Invasioni digitali”, un’iniziativa organizzata in tutta Italia che coniuga la passione per la cultura, la fotografia e la condivisione delle esperienze vissute. Muniti di fotocamere, smartphone e tablet, i partecipanti hanno avuto l’unico compito di immortalare i luoghi, i paesaggi e gli scorci più emozionanti, per poi condividerli in tempo reale sui social network.

Dato che mi trovo in Puglia, ho partecipato all’evento organizzato dalle Pro Loco di Corato, Ruvo di Puglia e Bisceglie. La giornata si è sviluppata seguendo anche un fil rouge che ha accomunato le tre località in questione: la via Francigena, ossia il cammino che da Carterbury porta i pellegrini a Roma e infine a Gerusalemme.

In Puglia, la via Francigena ricalca anche il tracciato dell’antica via Traiana, vale a dire una delle più importanti vie di comunicazione realizzate dall’uomo. Essa aveva come punto di partenza la città di Benevento e come punto d’arrivo la città di Brindisi.

Bombardando i social con le nostre foto, seguite dagli hashtag #invasionidigitali #invadilafrancigena e #weareinpuglia, abbiamo trascorso un’intera giornata tra chiese rurali ed edicole sacre in territorio coratino, pinacoteca di arte contemporanea, torre dell’orologio e centro storico a Ruvo di Puglia, concattedrale di San Pietro a Bisceglie.

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Ferula communis

ferula_communis (1)Azzurro, verde e giallo sono i colori prevalenti di una bandiera immaginaria, sotto il cui sventolio si estende una terra sconfinata. La Ferula Communis dà il meglio di sé tra la Primavera inoltrata e l’inizio dell’Estate, quando dal suo fusto verde si estendono i rametti da cui troneggiano i fiori di un giallo intenso.

ferula_communis (2)Viaggiando in Puglia non possiamo fare a meno di notare la presenza massiva di queste piante spontanee, soprattutto nel territorio della Murgia. Ultimamente sono rimasto sorpreso nel vederne una quantità enorme lungo la strada costiera per Manfredonia.ferula_communis (3)

Spesso pianta spontanea in quantità industriale è sinonimo di degrado, tuttavia data la vivacità dei colori della Ferula Communis e il suo impiego in lavori artigianali (il suo arbusto è duro e resistente), lascio volentieri ogni considerazione negativa e mi godo lo spettacolo della natura.

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Fotografia, Natura

Perlustrazioni murgiane

IMG_6174Non finirò mai di scoprire quanto sia variegato il panorama della Puglia, viaggiando lungo le strade provinciali dell’entroterra murgiano. Un paio di settimane fa avevo iniziato a esplorare la zona che si estende a partire dal bivio Spinazzola-Minervino lungo la S.P. 234, attirato dalle gigantesche pale eoliche che roteano in lontananza.

Complice una mattinata splendida, ieri sono tornato da quelle parti per inoltrarmi in una strada vicinale denominata “Dei passeggeri”. La Murgia e in generale la campagna pugliese conservano dei toponimi in alcuni casi evocativi di un passato che affonda le radici nell’antichità.

IMG_6150Considerazione storica a parte, percorrendo la S.V. Dei passeggeri in beata solitudine ho potuto godere dei colori della natura prima di tornare sui miei passi. Dopo aver percorso circa due km, ho trovato alla mia sinistra un bel bosco recintato con delle lunghe staccionate in legno: questa zona presenta, se pur a macchia di leopardo, delle fitte boscaglie che spezzano la continuità dei prati da cui emergono le rocce calcaree.

IMG_6165Dopodiché sono tornato indietro per inoltrarmi ancora lungo la provinciale 234, stavolta scollinando la salita ripida che si trova a poco più di 1 km dalla strada vicinale detta Dei passeggeri. Lasciata alla mia destra quella che mi è sembrata essere o una cava dismessa, oppure una dolina carsica, ho notato il rudere di una masseria fortificata a circa 200 mt da me.

Dato che non avevo più molto tempo a disposizione, mi sono fermato sulla sinistra all’ingresso di un’azienda agricola (o presunta tale visto che il luogo mi è sembrato abbandonato). Non ho fatto in tempo a scendere dall’auto che un branco di bei cagnoni randagi ha iniziato a correre verso il cancello, abbaiando come forsennati.

Nonostante io ami gli animali e in particolare i cani, ho preferito abbassare il finestrino e scattare foto rimanendo in auto. La situazione era abbastanza ridicola perché mentre zoomavo sulla masseria diroccata, cercavo di zittire i cani che nel frattempo non solo non la smettevano di abbaiare, ma aumentavano sempre di più.

“Shhhh state zitti! Fatemi finire di scattare le ultime foto e me ne vado!”: naturalmente il branco di cani randagi non era d’accordo con me. Dopo aver terminato il reportage, ho notato che la maggior parte dei cani era passata attraverso le sbarre del cancello, oppure più intelligentemente era saltata dal muretto a secco di recinzione e ormai circondava la mia automobile.

Bene, non dovevo fare altro che accendere il motore, ingranare la retromarcia e farmi strada prestando la massima attenzione a non investire quelle simpatiche bestiole. La ciliegina sulla torta è stata la visione di un cucciolo al seguito del branco.

Retromarcia riuscita pur con l’ansia di investire qualcuno, prima ingranata e con estrema lentezza ho imboccato la strada del ritorno, consapevole che i cani mi avrebbero inseguito solo fino a un certo punto, fin dove il loro istinto lo avrebbe consentito.

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