Fotografia, Natura

Il bosco di Castel del Monte, tra curiosità e natura – I parte

img_8101Iniziamo la perlustrazione dei boschi sottostanti Castel del Monte partendo dai muretti a secco che delimitano il tratto di strada statale dismessa che conduce davanti al maniero. In questo punto è possibile cogliere i primi dettagli che indicano la forte antropizzazione dell’area in questione: i resti di quella che sembra essere una piccola scalinata, un cippo parzialmente diruto, una pietra solcata da incisioni geometriche.

Come non rimanere incantati poi, davanti all’abile tentativo da parte di una mantide religiosa di mimetizzarsi tra l’erba? Sono appena due le volte in cui mi imbatto in quest’insetto: il primo incontro ravvicinato risale infatti all’estate 2012, in Basilicata.

Elegante, slanciata e di un verde abbagliante, la mantide religiosa mi ha letteralmente stregato e confesso di averla osservata a lungo. Non ho saputo resistere e ho scattato alcune macro tra cui una con l’insetto posato sul mio dito e Castel del Monte sullo sfondo: un colpo di c… fortuna pazzesca, ma giuro di non averlo fatto apposta!

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Fotografia, Viaggi

Ravenna, voglia di perdersi tra le strade

È ormai sera, il sole è quasi del tutto tramontato e i siti da visitare hanno chiuso i battenti già da un po’. Non avendo più una meta precisa, dimentico i piedi doloranti e imbocco strade a caso nel centro di Ravenna. La chiesa di San Giovanni Evangelista è stata l’ultima a essere visitata, nonché subito diventata il punto di partenza per una mini-esplorazione urbana.

Se nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino (come cantava Lucio Dalla), figuriamoci in quello di Ravenna! Il giro è stato spropositatamente lungo rispetto alle reali distanze tra il punto di partenza e quello di arrivo, spesso ci si è avvicinati al traguardo per poi allontanarci nuovamente.

Quando il tempo a disposizione è poco, preferisco camminare, ammirare, curiosare il più possibile.

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Fotografia, Viaggi

Pomeriggio leccese

lecce_puglia (1)Passeggiare nelle vie del centro storico di Lecce, dimenticando il caldo torrido che non dà tregua. Il sole tramonta al di là della maestosa Porta Napoli, un signore balza da un bar lì vicino per afferrare il suo cagnolino che abbaiando all’impazzata si è fiondato contro un suo simile.

La camminata pomeridiana prosegue lungo via Giuseppe Palmieri, in direzione del Duomo. Scorci, curiosità, angoli nascosti che meritano di essere scoperti in silenzio e poi l’inevitabile bagno di folla.

Una piazza gremita, il tufo leccese illuminato dal tramonto, sguardi che si incrociano e smartphone puntati verso l’alto. Anche i viaggi di lavoro meritano di essere immortalati e raccontati.

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Architettura, Fotografia

Scoperte casuali

CAM00955Ehi guardaci un attimo! Diciamo a te, alza la testa siamo qui! Il giorno in cui ho deciso di fare una lunga camminata per le vie di Bari, alla ricerca di maschere apotropaiche, non avrei mai immaginato di poter immortalare quattro figure antropomorfe (tra cui una coppia di piccoli fauni) scolpite e collocate come mensole di un balcone.

È proprio vero che le città riservano sorprese incredibili, a volte basterebbe essere solo più curiosi e non camminare distrattamente con l’aria di chi non vuol scoprire più nulla.

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Architettura, Fotografia

Città come organismi: il caso di Andria

Tempo fa ho pubblicato due post con alcune fotografie scattate per le strade di Trani e Bisceglie, in cui ho evidenziato la presenza di tracce architettoniche stratificate nei secoli. Oggi è la volta di Andria, il cui centro antico racchiude diverse curiosità.

andria_piano_di_calpestioI fornici (o archi) tompagnati si possono trovare al livello del piano stradale, ma con alcune differenze: in certi casi l’arco è visibile in tutta la sua interezza, in altri è quasi del tutto nascosto dal piano di calpestio notevolmente modificato. Un’altra chicca è data dalla presenza sporadica di materiali da riporto incastonati nel corpo di edifici privati, soprattutto colonne di marmo grigio di provenienza incerta (via Flavio Giugno).

piano_di_calpestio_rialzatoA causa dello stravolgimento del tessuto urbanistico di Andria, sempre lungo via Flavio Giugno, con un po’ di attenzione è possibile imbattersi perfino in una minuscola finestra che si apre in corrispondenza del gradino posto all’ingresso di un edificio. L’edilizia cosiddetta di base del centro antico di Andria, inoltre, ci pone davanti a degli interrogativi sull’origine degli stessi edifici: la presenza di muri a scarpa pone non pochi interrogativi.

Le città sono dei veri e propri organismi che nascono, crescono e si modificano: sta a noi accorgercene e custodirle.

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