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Un percorso da seguire

img_5090Schiarirsi le idee, o almeno provarci. Passeggiare da soli la mattina tra le strade della città, quando molti negozi sono ancora chiusi e si sentono solo le voci di alcune donne che sull’uscio delle rispettive case chiacchierano del più e del meno. Io inseguo il silenzio e mi inoltro nei vicoli e lungo le strade desolate.

Fotografare mi diverte, mi fa rilassare, mantiene vivi i neuroni… In un anno il blog è cresciuto e come tutte le creature che crescono, finiscono anche per cambiare.

img_5107Cosa farò in futuro? Un sito internet vero e proprio e un altro filo conduttore, oppure non averne e lasciare che l’ispirazione prenda il sopravvento sulle finalità?

Lo scoprirò a breve, o forse conosco già la risposta e devo solamente voltare pagina. L’unico punto fermo sono e saranno le fotografie che per me rappresentano un inevitabile percorso da seguire, proprio come le strade in cui mi inoltro.

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Verso il faro: una solitudine piacevole


Non si può mai affermare di conoscere completamente una città, nemmeno la propria: a volte ci sono angoli suggestivi mai considerati prima, altre invece ci sono luoghi affascinanti ma passati del tutto inosservati. Con questa fotografia intendo chiudere idealmente una settimana dedicata al bellissimo porto di Trani, la città pugliese che più di ogni altra mi riserva sempre delle piacevoli scoperte, nonostante ci vada molto spesso.

L’ingresso nel porto è contraddistinto da due fari, uno verde e uno rosso, posti l’uno di fronte all’altro su rispettivi moli. Mentre mi avvicinavo a quello verde, ho lasciato alle mie spalle un po’ di gente: bagnanti che approfittavano della mattinata calda, pescatori solitari o in gruppo, ragazze che portavano a spasso i loro cani.

Una volta arrivato al cospetto del faro, sono rimasto completamente da solo: una sensazione piacevole se consideriamo la splendida vista sulla città e la brezza del mare.

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Il ritorno del motopeschereccio

img_5204Dopo aver visto come sia possibile visitare una città di mare come Trani ammirandone i monumenti, le strade, le piazze, le chiese, il mio suggerimento per un distacco non troppo traumatico è stato quello di concedersi una passeggiata fotografica lungo il molo. Eppure non è finita qui perché, camminando nella zona portuale, nel corso della mattinata può capitare di vedere un motopeschereccio che ritorna borbottando nel porto.

Ecco dunque un modo alternativo per conoscere una città di mare: seguire le attività dei pescatori. Carico di pesce fresco, il motopeschereccio è praticamente scortato da un piccolo stormo di gabbiani affamati.

Una volta attraccato, il mezzo è preso d’assalto dai pennuti che continuano a volteggiare non perdendo di vista un solo attimo il pesce appena pescato. I pescatori nel frattempo richiamano le persone per invogliarle ad acquistare, per poi iniziare a smontare le proprie bancarelle intorno all’ora di pranzo.

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Trani: passeggiata sul molo

img_5162Cosa fare dopo aver visitato in lungo e in largo una città, avendone apprezzato i monumenti, le strade, le piazze, i musei? Nel caso in cui la città in questione (nel nostro caso Trani) si affacci sul mare, io suggerisco una passeggiata fotografica lungo il molo.

Nel post precedente ho accennato a come il punto di vista cambi letteralmente, se per esempio scrutiamo una città dal mare. Prima di arrivare al punto di osservazione opposto a quello di partenza, tuttavia è bene soffermarsi sui dettagli visivi che si possono incontrare.

Un molo di una città portuale può rivelarsi a volte un luogo pieno di vita, di spunti interessanti e inattesi. Ecco dunque il mio consiglio: se non avete ancora voglia di andarvene dalla città appena visitata, provate a fare un salto al porto e lasciatevi ispirare.

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Il mare di periferia

img_4751mSon qui inginocchiato sui ciottoli a fotografare Bari, mentre il mare s’increspa e la luce mi acceca. Che paradosso: come posso immortalare un luogo che si delinea timidamente all’orizzonte, quando mi trovo ancora nello stesso posto?

Il concetto di periferia è fin troppo ampio, finendo per disperdersi e sciogliersi nella grandezza di una città. Anche una spiaggia di ciottoli può essere una periferia, quando oltre al mare tutto intorno c’è il nulla scosso solamente dalle automobili che sfrecciano incuranti del limite di velocità a 50 km/h.

Bari è laggiù, le vette dei campanili sembrano sfidare senza neanche troppa convinzione le gru innalzate nel porto. Non sono neanche così lontano dal centro, ma sembra di essere distante una vita.

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Fotografare dopo il temporale: le saline di Margherita di Savoia

img_3952L’acqua come tratto che accomuna le foto scattate nel weekend, il temporale che puntualmente ha provato a sconvolgere i miei progetti, ma che alla fine è diventato una fonte d’ispirazione. Dalle nubi incombenti su Castel del Monte, mi sono diretto a un altro luogo interessante da fotografare in qualsiasi condizione: le saline di Margherita di Savoia.

Soltanto nell’ultimo anno, praticamente da quando è iniziata quest’avventura su WordPress, mi sono accorto della quantità di tempo e chilometri che un fotografo deve dedicare allo sviluppo della sua passione. Nonostante sia consapevole delle spese sensibilmente lievitate, la sola sensazione che mi trasmette il mettermi in auto e raggiungere un luogo da fotografare mi fa dimenticare tutto il resto.

Una volta giunto a Margherita di Savoia mi pongo il solito dubbio: dove parcheggiare per poter scattare qualche foto in pace? La strada che costeggia le saline è stretta, piena di curve e molto trafficata perché è uno dei principali collegamenti col Gargano.

Le saline sono esattamente dalla parte opposta alla mia direzione di marcia e gli unici punti in cui potersi fermare sono le sporadiche piazzole di sosta lungo il percorso: urge un’inversione a U, ma facendo molta attenzione! Dopo aver infranto a fin di bene il Codice della Strada, eccomi finalmente pronto a sfoderare la reflex.

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Il temporale abbattutosi nell’ultima ora ha lasciato anche qui i suoi segni e il sole che fa capolino da dietro le nubi finisce per illuminare le saline con un riflesso dorato. Il vento fa muovere velocemente le acque, il temporale nel frattempo si è spostato verso l’interno.

Da qui si gode di una vista sconfinata: da una parte i rilievi della Murgia, dall’altra quelli del lontano Sub Appennino, da un’altra parte ancora è ben visibile la vicina Trinitapoli e sullo sfondo la sagoma imponente del Vulture. I colori del temporale si adattano perfettamente a questo luogo, conferendo un’atmosfera silente e in forte contraddizione col rumoroso traffico delle auto in transito.

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