Fotografia

Direttamente dal passato

IMG_5433Continuiamo la carrellata di immagini, suggestioni e flash improvvisi che ha saputo regalarmi la giornata di sabato a Irsina, in occasione delle Giornate del FAI 2016. In direzione della chiesa di San Francesco, alla fine di via Santa Sofia, il mio indugiare a testa in su è stato premiato ancora una volta.

Un segnale stradale dall’aspetto consunto, con raffigurata una sagoma che a prima vista non ho saputo distinguere. Ricordo di essere rimasto imbambolato qualche secondo di troppo e solo la voce fuori campo della mia ragazza mi ha riportato alla realtà, dicendomi che si trattava della tipica segnaletica in prossimità delle scuole.

In effetti, basta guardare la sagoma per distinguere le sembianze di un ragazzino. Eppure c’è ancora qualcosa che non mi è chiara: di solito le sagome sono standard e prive di dettagli particolari per veicolare in modo più immediato il segnale di pericolo, attenzione, etc.

Su questo cartello stradale, invece, la sagoma è precisa da capo a piedi: si notino in particolar modo il berretto, le maniche che lasciano scoperte solo le mani, i calzoni corti, le scarpe e quella che sembra a tutti gli effetti una borsa portata a tracolla. Confesso che è la prima volta che mi imbatto in un segnale stradale del genere, evidentemente un residuato proveniente dal passato: se tra i lettori c’è qualcuno in grado di riconoscerne l’epoca, non sarebbe affatto male conoscere qualche dettaglio in più in merito.

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Irsina, alla scoperta dei “bottini”

Sabato 19 e Domenica 20 Marzo in tutta Italia sono state sinonimo di Giornate del FAI 2016. Nei post precedenti ho parlato della cattedrale e della cripta affrescata nella chiesa di San Francesco a Irsina (Matera): ora tocca ai cosiddetti “bottini”.

La cittadina sorge in una zona particolarmente ricca di sorgenti e, complice la geomorfologia del territorio, la persistenza di acque nel sottosuolo ha reso possibile un convogliamento a uso e consumo dell’uomo. Di particolare rilevanza è il sistema di fontane e abbeveratoi che cinge Irsina, costantemente alimentato dall’indirizzamento delle acque attraverso il sistema dei “bottini”, ossia canali coperti.Irsina_bottini (1)

Non è un caso se il toponimo della zona in cui si trovano questi veri e propri acquedotti sia “Contrada Fontana”. Dopo aver parcheggiato l’auto sul ciglio della strada, si scende lungo alcuni scalini che conducono in fondo a un campo dov’è situata una grande fontana.

La discesa è resa particolarmente gradita dai colori gentilmente offerti dalla Primavera: a farla da padrone è il rosso intenso delle bacche, i cui arbusti spuntano da ogni dove. Una volta sottoterra, non si può rimanere indifferenti di fronte all’opera dell’uomo: le immagini parlano da sole.

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Irsina, la cripta affrescata della chiesa di San Francesco

Dopo la visita alla cattedrale, la giornata a Irsina è proseguita inoltrandoci nel centro storico per raggiungere la chiesa di San Francesco, con annesso convento. L’edificio presenta senza dubbio una commistione di stili, dovuta alle modifiche intercorse nei secoli.

Come non provare meraviglia davanti alla cripta affrescata? Quella che un tempo era una cappella gentilizia, i cui lavori furono commissionati dalla famiglia Del Balzo nel ‘300, ha dovuto affrontare tanti anni di oblio dopo essere stata trasformata in ossario, fino alla riscoperta avvenuta all’inizio del secolo scorso a opera dello storico Michele Janora.

Gli affreschi raffigurano soggetti religiosi e non (scene di vita di Gesù e dei santi, il Pantocreator, l’allora pontefice Urbano V, Margherita Del Balzo giusto per citarne alcuni), denotando uno stile che rimanda alla scuola pisana influenzata da Giotto.

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Giornate del FAI 2016: Irsina

Dopo una settimana di lavoro, serve una lunga pausa e quale occasione migliore per godersi il weekend sono le Giornate del FAI? Come ogni anno, c’è l’imbarazzo della scelta e stavolta ho optato per la Basilicata e in particolare per Irsina (Matera).

Nonostante i lavori per il raddoppio e l’ammodernamento della S.S 96, il viaggio è durato esattamente quanto previsto: in un’ora e mezza circa mi stavo già godendo l’aria pura della collina. Ogni volta che vado in Basilicata, la sensazione è sempre la stessa: basta valicare il confine naturale dell’Alta Murgia e si entra in un mondo dove il tempo è solamente una categoria opinabile.

Particolarmente suggestivo è l’ingresso nel centro storico della cittadina lucana: il passaggio dal nucleo moderno a quello antico è infatti segnato dalla Porta Santa Eufemia. Un allegro e vociante andirivieni di studenti preannuncia l’imminente avvio delle Giornate del FAI 2016: una volta valicata la porta Santa Eufemia, si viene accolti da una piacevole atmosfera di festa.

La visita a Irsina è stata molto ricca: la cattedrale dove si può ammirare la statua policroma in pietra di Nanto opera del Mantegna raffigurante Santa Eufemia, la cripta affrescata della chiesa di San Francesco, il Museo civico e i cosiddetti “bottini” (antichi acquedotti). La cattedrale di Irsina, dedicata all’Assunta, oltre alla statua di Santa Eufemia scolpita dal Mantegna, conserva anche un crocifisso ligneo attribuito alla bottega di Donatello e risalente al XV secolo, una statua raffigurante una Madonna con Bambino attribuita a N. Pinzolo, un reliquiario di Santa Eufemia e uno di San Paolo, la cosiddetta colonnina di Santa Croce e un fonte battesimale con capitello del XV secolo.

Tutte queste meraviglie appartengono a un’unica donazione effettuata dal padovano Roberto de Mabilia.

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