Fotografia

Coincidenze

IMG_5518Un cielo così azzurro, limpido e privo di ogni impurità è già di per sé uno spettacolo per gli occhi, eppure a volte può trasformarsi in un palcoscenico improvvisato. È proprio lì sopra che attori simili ma allo stesso tempo diversi tra loro possono incontrarsi, recitare e farsi apprezzare dal pubblico.

Incontri ravvicinati, casuali, oppure lo scontro tra ciò che è reale e ciò che è artificiale: a sinistra un uccello, a destra un aeroplano. Le coincidenze aggiungono sempre qualcosa in più alla visione di insieme ed è bello immortalarle per sempre in una fotografia.

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Fotografia

S’ode un cane in lontananza

Un panorama da osservare a lungo, i bastioni che si ergono maestosi a difesa della città in parte ancora visibili, in parte percepibili nonostante la fitta vegetazione di cui sono ricoperti. Il silenzio è rotto solo dall’abbaiare nervoso di un cane che mi ha notato in lontananza.

Non c’è proprio nessuno in giro e probabilmente quel cane non è abituato alla presenza insolita di un forestiero. Mi attardo ancora a scrutare il paesaggio urbano, noto degli archi e come al solito mi domando cosa ci fosse lì sotto.

Continuo a scattare foto, ad archiviare immagini e ricordi di Irsina e nel frattempo s’ode sempre quel cane in lontananza il cui latrato lacera il silenzio di quella mattina. Un efficace antifurto, peccato che io sia solo un ladro avido di fotografie.

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Architettura, Fotografia

Stratificazioni

Paese che vai… somiglianze che trovi. Nel corso di questi primi cinque mesi di vita del blog ho pubblicato alcuni post relativi alle stratificazioni architettoniche presenti nelle città pugliesi che ho visitato. Luoghi caratterizzati da una storia millenaria, insediamenti che hanno risentito delle varie dominazioni e delle costanti trasformazioni dell’assetto urbano.

Passeggiando senza meta tra i vicoli del centro antico di Irsina (Matera), mi sono imbattuto nelle tracce dell’antica cinta muraria. Come si può vedere dalle immagini, quel che resta delle mura con relativa scarpa (almeno in quel tratto di strada) è stato completamente inglobato in un edificio.

Che dire poi dei fornici timpanati che ci rivelano la presenza di un piano di calpestio di gran lunga più basso rispetto a quello attuale? Anche in questo caso, il vagabondaggio fotografico a Irsina ha dato i suoi frutti (in alcuni casi inaspettati), confermando come sia importante osservare le murature degli edifici per intuire lo sviluppo architettonico di una città.

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Fotografia

Direttamente dal passato

IMG_5433Continuiamo la carrellata di immagini, suggestioni e flash improvvisi che ha saputo regalarmi la giornata di sabato a Irsina, in occasione delle Giornate del FAI 2016. In direzione della chiesa di San Francesco, alla fine di via Santa Sofia, il mio indugiare a testa in su è stato premiato ancora una volta.

Un segnale stradale dall’aspetto consunto, con raffigurata una sagoma che a prima vista non ho saputo distinguere. Ricordo di essere rimasto imbambolato qualche secondo di troppo e solo la voce fuori campo della mia ragazza mi ha riportato alla realtà, dicendomi che si trattava della tipica segnaletica in prossimità delle scuole.

In effetti, basta guardare la sagoma per distinguere le sembianze di un ragazzino. Eppure c’è ancora qualcosa che non mi è chiara: di solito le sagome sono standard e prive di dettagli particolari per veicolare in modo più immediato il segnale di pericolo, attenzione, etc.

Su questo cartello stradale, invece, la sagoma è precisa da capo a piedi: si notino in particolar modo il berretto, le maniche che lasciano scoperte solo le mani, i calzoni corti, le scarpe e quella che sembra a tutti gli effetti una borsa portata a tracolla. Confesso che è la prima volta che mi imbatto in un segnale stradale del genere, evidentemente un residuato proveniente dal passato: se tra i lettori c’è qualcuno in grado di riconoscerne l’epoca, non sarebbe affatto male conoscere qualche dettaglio in più in merito.

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Arte, Fotografia

La ricerca del pathos

Ci risiamo, la mia solita attrazione per le statue dei santi e in generale per le figure religiose presenti nelle chiese ha fatto nuovamente breccia nel mio cuore. La cattedrale di Irsina è ricca di opere d’arte, ma offre anche degli spunti interessanti per chi è appassionato di fotografia.

Punti di vista e sensazioni soggettive si alternano tra uno scatto e un altro. L’uso di un bianco e nero esasperato nei suoi contrasti tonali è dovuto alla ricerca del pathos nascosto in ognuno dei soggetti immortalati.

Normalmente, ogni qual volta visito una chiesa, sono solito girare tra i banchi e le navate affollate di fedeli e turisti alla ricerca di un soggetto e della luce adatta al mio scopo. In questo caso, invece, la fortuna ha voluto che la cattedrale di Irsina fosse sgombra poiché si stavano eseguendo una serie di restauri.

Totale libertà di azione, quindi, con l’immaginazione che ha potuto finalmente prendere il sopravvento sulla realtà.

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Fotografia

Sole e vento tra i vicoli

Passeggiare tra i vicoli, godersi la mattinata assolata senza pensieri di ogni sorta, annusare l’aria pura che un vento sferzante quasi ti costringe a respirare. Ritirarsi per qualche ora in un piccolo borgo dell’entroterra, arrampicato su di un colle e lontano a sufficienza dalla quotidianità: cosa volere di più?

Il silenzio è spezzato solo dal rumore dei passi, da un tre ruote che si allontana e dalle nostre chiacchiere.

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Fotografia, Viaggi

Irsina, alla scoperta dei “bottini”

Sabato 19 e Domenica 20 Marzo in tutta Italia sono state sinonimo di Giornate del FAI 2016. Nei post precedenti ho parlato della cattedrale e della cripta affrescata nella chiesa di San Francesco a Irsina (Matera): ora tocca ai cosiddetti “bottini”.

La cittadina sorge in una zona particolarmente ricca di sorgenti e, complice la geomorfologia del territorio, la persistenza di acque nel sottosuolo ha reso possibile un convogliamento a uso e consumo dell’uomo. Di particolare rilevanza è il sistema di fontane e abbeveratoi che cinge Irsina, costantemente alimentato dall’indirizzamento delle acque attraverso il sistema dei “bottini”, ossia canali coperti.Irsina_bottini (1)

Non è un caso se il toponimo della zona in cui si trovano questi veri e propri acquedotti sia “Contrada Fontana”. Dopo aver parcheggiato l’auto sul ciglio della strada, si scende lungo alcuni scalini che conducono in fondo a un campo dov’è situata una grande fontana.

La discesa è resa particolarmente gradita dai colori gentilmente offerti dalla Primavera: a farla da padrone è il rosso intenso delle bacche, i cui arbusti spuntano da ogni dove. Una volta sottoterra, non si può rimanere indifferenti di fronte all’opera dell’uomo: le immagini parlano da sole.

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