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Un’inevitabile continuità

Ci sono coincidenze che non passano inosservate, specialmente ai miei occhi perennemente curiosi. Opposti che si attraggono, transizioni inevitabili: la vita e la morte non sono a quanto pare unicamente passaggi obbligati per tutti noi, ma anche due strade del centro storico di Urbino.

Sto parlando di via Balcone della Vita e via Volta della Morte, poste esattamente l’una di fronte all’altra quasi a simboleggiare un’inevitabile continuità.

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Ravenna, voglia di perdersi tra le strade

È ormai sera, il sole è quasi del tutto tramontato e i siti da visitare hanno chiuso i battenti già da un po’. Non avendo più una meta precisa, dimentico i piedi doloranti e imbocco strade a caso nel centro di Ravenna. La chiesa di San Giovanni Evangelista è stata l’ultima a essere visitata, nonché subito diventata il punto di partenza per una mini-esplorazione urbana.

Se nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino (come cantava Lucio Dalla), figuriamoci in quello di Ravenna! Il giro è stato spropositatamente lungo rispetto alle reali distanze tra il punto di partenza e quello di arrivo, spesso ci si è avvicinati al traguardo per poi allontanarci nuovamente.

Quando il tempo a disposizione è poco, preferisco camminare, ammirare, curiosare il più possibile.

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Ravenna, un’esperienza da rifare!

Ci si è messo il traffico, un super temporale e un viaggio durato più a lungo del previsto, ma alla fine siamo arrivati in una città fantastica: Ravenna. Da Pesaro a Rimini è stato un gioco da ragazzi, ma il traffico caotico all’altezza di Misano Adriatico e un temporale immane hanno finito per sballare definitivamente la tabella di marcia.

Il programma iniziale di visitare prima il centro, per poi spostarsi verso Classe lungo la strada del ritorno è miseramente fallito, ma per ottimizzare i tempi e non rinunciare a nulla ho invertito le priorità. Lungo la SS 16, infatti, l’uscita per Classe ha fatto accendere la classica lampadina: fermiamoci prima qui e poi proseguiamo per Ravenna!

Così è stato, gli occhi e il cuore sono andati in tilt davanti a Sant’Apollinare in Classe e una volta giunti a Ravenna abbiamo fatto una full immersion tra la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Duomo, Sant’Apollinare Nuovo, San Giovanni Evangelista. Purtroppo il tempo perso all’andata ha condizionato alcune scelte e a causa degli orari di chiusura dei siti abbiamo dovuto rinunciare al Mausoleo di Teodorico e alla tomba di Dante Alighieri: ecco un’ottima scusa per tornare!

Poco male se da volerci rimettere in viaggio di pomeriggio poi siamo rimasti in città fino a sera: la giornata lunghissima si è conclusa con un’ottima cena a base di pesce in piazza del Popolo. Di seguito la galleria di immagini, una semplice testimonianza che spero riesca a rendere l’idea di quanto ci sia da vedere lì.

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I silenzi di Urbino

IMG_7663Camminare per le strade deserte di Urbino, udire di tanto in tanto una voce o scorgere un passante: un silenzio e un senso di solitudine che mi hanno sorpreso. Entro nel centro storico dal Palazzo ducale rivolgendo lo sguardo in su dove il cielo è sagomato dalla mole dell’edificio.

Si ode un tuono, poi due, poi ancora un altro: piove. Sotto il portico di fianco al Duomo, un gruppo di religiosi africani intona un canto che spezza l’atmosfera irreale, propagandosi nell’aria finendo per riempire quegli spazi muti.

Prima di mescolarmi tra la gente, ho fatto un’immersione nel quadrilatero compreso fra il Palazzo ducale, l’Università degli Studi “Carlo Bo”, la chiesa di San Domenico, per poi sbucare nuovamente davanti al punto di partenza. Urbino è una città universitaria, l’inizio di agosto da questo punto di vista è un periodo morto e me ne sono accorto camminando lungo queste strade.

Il rumore dei passi è accompagnato solo dal vento che sferza i muri disegnati di edifici apparentemente abbandonati, che ritorneranno nel mondo dei vivi alla ripresa delle lezioni universitarie.

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