Fotografia

Il mare di periferia

img_4751mSon qui inginocchiato sui ciottoli a fotografare Bari, mentre il mare s’increspa e la luce mi acceca. Che paradosso: come posso immortalare un luogo che si delinea timidamente all’orizzonte, quando mi trovo ancora nello stesso posto?

Il concetto di periferia è fin troppo ampio, finendo per disperdersi e sciogliersi nella grandezza di una città. Anche una spiaggia di ciottoli può essere una periferia, quando oltre al mare tutto intorno c’è il nulla scosso solamente dalle automobili che sfrecciano incuranti del limite di velocità a 50 km/h.

Bari è laggiù, le vette dei campanili sembrano sfidare senza neanche troppa convinzione le gru innalzate nel porto. Non sono neanche così lontano dal centro, ma sembra di essere distante una vita.

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Fotografia

La luce sull’Adriatico

Le città italiane lungo la costa adriatica, pur cambiando nella loro architettura e storia, hanno un aspetto in comune che le rende uniche: la luce. Qui il sole acceca quasi a volerci costringere a osservare ciò che i suoi raggi illuminano.

Strade, piazze, edifici, individui: ogni singolo elemento è illuminato al punto da non poter essere ignorato. Pesaro è una città che si presta bene a questa ricerca e mi ha fornito alcuni spunti interessanti.

 

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Architettura, Fotografia

Tra campi e rovine: i sopralluoghi del pomeriggio – II Parte

IMG_6697Proseguiamo il vagabondaggio lungo la S. P. 151 in direzione di Altamura, percorrendo circa 3 km dalla prima masseria abbandonata di cui ho parlato nel post precedente. La strada scorre sotto un sole cocente, ma la luce pomeridiana conferisce delle tonalità davvero intense al paesaggio circostante.

Eccoci alla seconda e ultima tappa di questo giro per la Murgia barese. La masseria immortalata in queste immagini ha già qualcosa di diverso: in corrispondenza del piano stradale, troviamo infatti una piccola chiesa rurale inglobata nell’edificio, con il suo piccolo campanile in bella mostra.

IMG_6675Come si può notare dalle foto, la chiesetta ha un’unica navata e la volta a botte. L’altare inoltre non c’è più, mentre in fondo a sinistra si apre un passaggio che presumibilmente collega la chiesa col resto della masseria.

L’edificio in questione, esattamente come quello che avete visto nel post precedente, presenta le tracce di probabili modifiche e/o restauri avvenuti nel corso del tempo, almeno a giudicare dall’aspetto dei differenti conci murari. Le condizioni in cui versa la masseria fanno il paio con il degrado dell’area circostante, dove perfino gli alberi sembrano soccombere a un inesorabile oblìo.

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Architettura, Fotografia, Viaggi

Jesce, tra pietra e cielo

jesce_altamura_puglia (4)Ebbene sì, Masseria Jesce colpisce ancora e con questo siamo a tre post. Se la memoria non mi inganna, l’altro sito che ha colpito con un randello la mia fantasia è stato il parco archeologico di Venosa.

Stavolta voglio evidenziare l’aspetto onirico di questa località pugliese, partendo dai due elementi principali: la pietra e il cielo. Masseria Jesce al tramonto, col sole basso che scalda questi muri possenti e quelle nuvole cupe che ci ricordano l’acquazzone scatenatosi qualche minuto prima.

La gioia (o il dramma a seconda dei punti di vista) per un fotografo della domenica come me è proprio questa: voltarsi a destra e a sinistra, guardare in alto e in basso senza poter rinunciare a un solo scatto!

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Fotografia

La ricerca dell’ombra

IMG_20160327_163355Luce filtrata, ostacolata o semplicemente evitata. Si cerca l’ombra per trovare un po’ di riparo e nel frattempo studiare meglio la forma di un soggetto da fotografare.

Le gemme di un albero, i conci di cui è composto uno dei tanti pagliai dispersi nelle campagne pugliesi, il mondo visto attraverso l’ingresso di un trullo abbandonato.

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Fotografia, Viaggi

Il buio e la luce

Andria, borgo san Nicola: capita di imbattersi in passaggi più o meno segreti che conducono in una dimensione urbana parallela. L’ingresso, il buio, l’uscita e la luce: un passaggio obbligato, ma che è anche una metafora di un tempo che scorre in modo diverso da quello vissuto.

L’oscurità ci accoglie separandoci da ciò che ci lasciamo alle spalle, per poi diradarsi nuovamente aprendo davanti ai nostri occhi nuove prospettive.

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Fotografia, Viaggi

Venezia d’inverno

Venezia e il suo Carnevale valgono bene un ricordo speciale. Ho sempre pensato che il periodo migliore per visitare la città lagunare fosse l’inverno, approfittando però di una giornata assolata che spazzasse via almeno per qualche ora la fastidiosa umidità.

Città splendida e decadente allo stesso tempo, Venezia non è solo piazza San Marco o il Canal Grande, così come non si può cercare la sua essenza solo nei luoghi più celebri. L’anima di una città è ovunque, basta andarla a cercare negli angoli meno noti dove cerca di nascondersi invano, oppure a volte basta la luce giusta e un soggetto adatto.

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