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Giornate del FAI 2016: Irsina

Dopo una settimana di lavoro, serve una lunga pausa e quale occasione migliore per godersi il weekend sono le Giornate del FAI? Come ogni anno, c’è l’imbarazzo della scelta e stavolta ho optato per la Basilicata e in particolare per Irsina (Matera).

Nonostante i lavori per il raddoppio e l’ammodernamento della S.S 96, il viaggio è durato esattamente quanto previsto: in un’ora e mezza circa mi stavo già godendo l’aria pura della collina. Ogni volta che vado in Basilicata, la sensazione è sempre la stessa: basta valicare il confine naturale dell’Alta Murgia e si entra in un mondo dove il tempo è solamente una categoria opinabile.

Particolarmente suggestivo è l’ingresso nel centro storico della cittadina lucana: il passaggio dal nucleo moderno a quello antico è infatti segnato dalla Porta Santa Eufemia. Un allegro e vociante andirivieni di studenti preannuncia l’imminente avvio delle Giornate del FAI 2016: una volta valicata la porta Santa Eufemia, si viene accolti da una piacevole atmosfera di festa.

La visita a Irsina è stata molto ricca: la cattedrale dove si può ammirare la statua policroma in pietra di Nanto opera del Mantegna raffigurante Santa Eufemia, la cripta affrescata della chiesa di San Francesco, il Museo civico e i cosiddetti “bottini” (antichi acquedotti). La cattedrale di Irsina, dedicata all’Assunta, oltre alla statua di Santa Eufemia scolpita dal Mantegna, conserva anche un crocifisso ligneo attribuito alla bottega di Donatello e risalente al XV secolo, una statua raffigurante una Madonna con Bambino attribuita a N. Pinzolo, un reliquiario di Santa Eufemia e uno di San Paolo, la cosiddetta colonnina di Santa Croce e un fonte battesimale con capitello del XV secolo.

Tutte queste meraviglie appartengono a un’unica donazione effettuata dal padovano Roberto de Mabilia.

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