Fotografia

Un’inevitabile continuità

Ci sono coincidenze che non passano inosservate, specialmente ai miei occhi perennemente curiosi. Opposti che si attraggono, transizioni inevitabili: la vita e la morte non sono a quanto pare unicamente passaggi obbligati per tutti noi, ma anche due strade del centro storico di Urbino.

Sto parlando di via Balcone della Vita e via Volta della Morte, poste esattamente l’una di fronte all’altra quasi a simboleggiare un’inevitabile continuità.

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Fotografia

La luce sull’Adriatico

Le città italiane lungo la costa adriatica, pur cambiando nella loro architettura e storia, hanno un aspetto in comune che le rende uniche: la luce. Qui il sole acceca quasi a volerci costringere a osservare ciò che i suoi raggi illuminano.

Strade, piazze, edifici, individui: ogni singolo elemento è illuminato al punto da non poter essere ignorato. Pesaro è una città che si presta bene a questa ricerca e mi ha fornito alcuni spunti interessanti.

 

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Arte, Fotografia, Viaggi

Urbino, tra realtà e fantasia

IMG_20160807_183805Giusto il tempo di parcheggiare l’auto nell’area mercatale, scendere e alzare lo sguardo per godermi lo spettacolo. Un regno fatato, uno scenario fantastico che per un attimo non può non farti chiedere se tutto questo esista davvero.

IMG_20160807_182520Ok, Urbino ho avuto modo di ammirarla in fotografia tante volte, quindi in teoria sarei dovuto arrivare preparato all’impatto visivo. Invece non è andata così, perché i miei occhi non riuscivano a contenere quella visione: si chiama suggestione!

Come primo appuntamento, non poteva mancare la visita alla Galleria nazionale delle Marche (qui il link) dove, tra i tanti capolavori esposti, ricordo La flagellazione di Piero della Francesca, La città ideale, La resurrezione di Cristo di Tiziano Vecellio. Viaggiare, conoscere, vedere da vicino, memorizzare, ricordare.

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Fotografia, Viaggi

I silenzi di Urbino

IMG_7663Camminare per le strade deserte di Urbino, udire di tanto in tanto una voce o scorgere un passante: un silenzio e un senso di solitudine che mi hanno sorpreso. Entro nel centro storico dal Palazzo ducale rivolgendo lo sguardo in su dove il cielo è sagomato dalla mole dell’edificio.

Si ode un tuono, poi due, poi ancora un altro: piove. Sotto il portico di fianco al Duomo, un gruppo di religiosi africani intona un canto che spezza l’atmosfera irreale, propagandosi nell’aria finendo per riempire quegli spazi muti.

Prima di mescolarmi tra la gente, ho fatto un’immersione nel quadrilatero compreso fra il Palazzo ducale, l’Università degli Studi “Carlo Bo”, la chiesa di San Domenico, per poi sbucare nuovamente davanti al punto di partenza. Urbino è una città universitaria, l’inizio di agosto da questo punto di vista è un periodo morto e me ne sono accorto camminando lungo queste strade.

Il rumore dei passi è accompagnato solo dal vento che sferza i muri disegnati di edifici apparentemente abbandonati, che ritorneranno nel mondo dei vivi alla ripresa delle lezioni universitarie.

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