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Godersi la città

img_4740_editedNuvole possenti passano rapide sul castello di Bari, sospinte da un vento che allevia la calura di questa seconda metà di Ottobre. Passeggiare, chiacchierare, sedersi stando abbracciati: godersi la città.

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Fotografare dopo il temporale: le saline di Margherita di Savoia

img_3952L’acqua come tratto che accomuna le foto scattate nel weekend, il temporale che puntualmente ha provato a sconvolgere i miei progetti, ma che alla fine è diventato una fonte d’ispirazione. Dalle nubi incombenti su Castel del Monte, mi sono diretto a un altro luogo interessante da fotografare in qualsiasi condizione: le saline di Margherita di Savoia.

Soltanto nell’ultimo anno, praticamente da quando è iniziata quest’avventura su WordPress, mi sono accorto della quantità di tempo e chilometri che un fotografo deve dedicare allo sviluppo della sua passione. Nonostante sia consapevole delle spese sensibilmente lievitate, la sola sensazione che mi trasmette il mettermi in auto e raggiungere un luogo da fotografare mi fa dimenticare tutto il resto.

Una volta giunto a Margherita di Savoia mi pongo il solito dubbio: dove parcheggiare per poter scattare qualche foto in pace? La strada che costeggia le saline è stretta, piena di curve e molto trafficata perché è uno dei principali collegamenti col Gargano.

Le saline sono esattamente dalla parte opposta alla mia direzione di marcia e gli unici punti in cui potersi fermare sono le sporadiche piazzole di sosta lungo il percorso: urge un’inversione a U, ma facendo molta attenzione! Dopo aver infranto a fin di bene il Codice della Strada, eccomi finalmente pronto a sfoderare la reflex.

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Il temporale abbattutosi nell’ultima ora ha lasciato anche qui i suoi segni e il sole che fa capolino da dietro le nubi finisce per illuminare le saline con un riflesso dorato. Il vento fa muovere velocemente le acque, il temporale nel frattempo si è spostato verso l’interno.

Da qui si gode di una vista sconfinata: da una parte i rilievi della Murgia, dall’altra quelli del lontano Sub Appennino, da un’altra parte ancora è ben visibile la vicina Trinitapoli e sullo sfondo la sagoma imponente del Vulture. I colori del temporale si adattano perfettamente a questo luogo, conferendo un’atmosfera silente e in forte contraddizione col rumoroso traffico delle auto in transito.

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Fotografia

Fotografare dopo la pioggia: Castel del Monte

img_3948In questi ultimi due weekend il tempo non è stato affatto clemente, data la pioggia incessantemente caduta sulla mia voglia di fotografare. Un nubifragio tanto violento, quanto rapido nell’esaurirsi: nel giro di venti minuti è terminato, lasciandosi alle spalle un territorio fradicio d’acqua.img_3949-2

La strada da Andria a Castel del Monte sembrava lo scivolo di un parco di divertimenti, con le auto che viaggiavano sui saliscendi allagati, come ragazzini lanciati lungo scivoli bagnati. Le pozzanghere ai piedi del maniero sono troppo piccole per contenere il suo riflesso, ma la luce del tramonto e le nuvole incorniciano alla perfezione questo luogo.

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Architettura, Fotografia, Viaggi

Jesce, tra pietra e cielo

jesce_altamura_puglia (4)Ebbene sì, Masseria Jesce colpisce ancora e con questo siamo a tre post. Se la memoria non mi inganna, l’altro sito che ha colpito con un randello la mia fantasia è stato il parco archeologico di Venosa.

Stavolta voglio evidenziare l’aspetto onirico di questa località pugliese, partendo dai due elementi principali: la pietra e il cielo. Masseria Jesce al tramonto, col sole basso che scalda questi muri possenti e quelle nuvole cupe che ci ricordano l’acquazzone scatenatosi qualche minuto prima.

La gioia (o il dramma a seconda dei punti di vista) per un fotografo della domenica come me è proprio questa: voltarsi a destra e a sinistra, guardare in alto e in basso senza poter rinunciare a un solo scatto!

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Inseguire le nuvole

NuvoleNuvole che si accumulano, cielo che si incupisce, luce fioca sulla strada che scorre per chilometri. I temporali di cui si sente l’odore, quelli che ancora devono scatenarsi o che sono ormai lontani.

Viaggiare lungo strade provinciali inzuppate dalla pioggia appena cessata, inseguire le nuvole sospinte dal vento e poi fermarsi a fotografare qualcosa che c’è stato e che ha lasciato una traccia troppo fugace per non essere catturata in tempo.

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