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Verso il faro: una solitudine piacevole


Non si può mai affermare di conoscere completamente una città, nemmeno la propria: a volte ci sono angoli suggestivi mai considerati prima, altre invece ci sono luoghi affascinanti ma passati del tutto inosservati. Con questa fotografia intendo chiudere idealmente una settimana dedicata al bellissimo porto di Trani, la città pugliese che più di ogni altra mi riserva sempre delle piacevoli scoperte, nonostante ci vada molto spesso.

L’ingresso nel porto è contraddistinto da due fari, uno verde e uno rosso, posti l’uno di fronte all’altro su rispettivi moli. Mentre mi avvicinavo a quello verde, ho lasciato alle mie spalle un po’ di gente: bagnanti che approfittavano della mattinata calda, pescatori solitari o in gruppo, ragazze che portavano a spasso i loro cani.

Una volta arrivato al cospetto del faro, sono rimasto completamente da solo: una sensazione piacevole se consideriamo la splendida vista sulla città e la brezza del mare.

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Il ritorno del motopeschereccio

img_5204Dopo aver visto come sia possibile visitare una città di mare come Trani ammirandone i monumenti, le strade, le piazze, le chiese, il mio suggerimento per un distacco non troppo traumatico è stato quello di concedersi una passeggiata fotografica lungo il molo. Eppure non è finita qui perché, camminando nella zona portuale, nel corso della mattinata può capitare di vedere un motopeschereccio che ritorna borbottando nel porto.

Ecco dunque un modo alternativo per conoscere una città di mare: seguire le attività dei pescatori. Carico di pesce fresco, il motopeschereccio è praticamente scortato da un piccolo stormo di gabbiani affamati.

Una volta attraccato, il mezzo è preso d’assalto dai pennuti che continuano a volteggiare non perdendo di vista un solo attimo il pesce appena pescato. I pescatori nel frattempo richiamano le persone per invogliarle ad acquistare, per poi iniziare a smontare le proprie bancarelle intorno all’ora di pranzo.

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Trani: passeggiata sul molo

img_5162Cosa fare dopo aver visitato in lungo e in largo una città, avendone apprezzato i monumenti, le strade, le piazze, i musei? Nel caso in cui la città in questione (nel nostro caso Trani) si affacci sul mare, io suggerisco una passeggiata fotografica lungo il molo.

Nel post precedente ho accennato a come il punto di vista cambi letteralmente, se per esempio scrutiamo una città dal mare. Prima di arrivare al punto di osservazione opposto a quello di partenza, tuttavia è bene soffermarsi sui dettagli visivi che si possono incontrare.

Un molo di una città portuale può rivelarsi a volte un luogo pieno di vita, di spunti interessanti e inattesi. Ecco dunque il mio consiglio: se non avete ancora voglia di andarvene dalla città appena visitata, provate a fare un salto al porto e lasciatevi ispirare.

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Vista dal mare: Trani

img_5203La città vista dal mare è un tema che ultimamente mi affascina parecchio. Il mare come luogo di osservazione distaccato e quindi privilegiato, il mare come punto di vista personale.

Prendiamo per esempio uno dei due moli di Trani: da questa posizione defilata, si gode di un punto di osservazione adatto a osservare meglio la forma stessa della città, il suo sviluppo, la sua funzione.

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Come un fantasma

2016-06-5--11-58-22L’attrazione per i vicoli e la concentrazione nello scattare le foto a volte mi giocano degli scherzi. È il caso di questo scatto: ero a Trani e stavo andando verso la mia automobile, quando non ho saputo resistere alla tentazione di immortalare questo scorcio.

È stato un attimo: di solito scatto tre o quattro foto allo stesso soggetto, per poi scegliere quella a mio avviso venuta meglio, quindi ero abbastanza concentrato. A un certo punto, sento un rumore metallico e una voce maschile provenire dalla mia destra: “Ciao”.

In quei pochi attimi ho pensato “Chi lo conosce… Forse sarà qualcuno incuriosito dalla mia insistenza nello scattare foto a questo vicolo”, tutto senza mai posare lo smartphone e distogliere lo sguardo. Qualche secondo più tardi, come un fantasma ecco che compare questo signore anziano al centro della scena.

Il rumore metallico era dovuto al mazzo di chiavi che aveva in mano, le stesse chiavi che sono servite per aprire la porta di casa sua che si trova esattamente in quel vicolo.

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Un motivo in più

Chiesa-San-Giacomo-Trani (1)Adoro i fuori programma e mi piace ancor di più fare scoperte del tutto casuali. Chiudo questo trittico di post incentrati su Trani parlandovi nuovamente della chiesa di san Giacomo già santa Maria de’ Russis.

Perché nuovamente? È presto detto: tempo fa pubblicai un post su questa chiesa, dall’aria apparentemente dimessa che non rendeva giustizia alla sua storia, poiché si tratta di un edificio originario del XII secolo e successivamente modificato nel XVII secolo.

Chiesa-San-Giacomo-Trani (23)Venerdì mattina stavo passeggiando per le vie di Trani insieme alla mia ragazza e con enorme sorpresa abbiamo visto che la chiesa di san Giacomo era aperta. Non ci abbiamo pensato su due volte e siamo entrati, accolti da un signore che volontariamente fa da cicerone ai turisti o ai semplici curiosi.

Con grande soddisfazione abbiamo saputo che la chiesa sarà restaurata nonché provvista dei servizi indispensabili per essere definitivamente aperta. Una volta dentro, il signore a cui è stato affidato l’incarico di accogliere i visitatori ci ha subito informato che poteva guidarci nella cripta: potevamo dire di no?

Alla sinistra della zona absidale c’è un passaggio che conduce verso la sagrestia, un locale che un tempo doveva essere interamente affrescato, a giudicare dalle tracce che ho potuto intravedere usando la torcia del mio smartphone. Qualche metro più giù, scendendo lungo una comoda scalinata, si apre davanti a noi la cripta che un tempo era utilizzata come ossario.

Il nostro cicerone ha indicato una botola sulla volta, da cui venivano buttate le ossa. Una destinazione d’uso analoga l’abbiamo appresa durante la visita alla cripta affrescata della chiesa di san Francesco a Irsina (Matera), durante le Giornate del FAI dello scorso mese di marzo (qui il link).

La chiesa di san Giacomo si trova in via Romito, nelle immediate vicinanze di via Alvarez, cioè la strada che conduce al castello. Il restauro di questa chiesa rappresenta sicuramente un motivo in più per visitare Trani e la Puglia.

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Trani, istantanee

La cattedrale romanica, il castello, il ghetto ebraico con la sinagoga, le tracce architettoniche lasciate in secoli di stravolgimento dell’assetto urbanistico, il meraviglioso affaccio sul mar Adriatico con il Gargano sullo sfondo. Trani è tutto questo, ma anche oltre.

IMG_20160415_113615-01Come in ogni città che si rispetti, anche a Trani ci si può imbattere in scorci di sicuro effetto. Che sia mattina o pomeriggio, la luce del sole sembra quasi plasmare i contorni, le sfumature e le stesse ombre di cui questo luogo non può fare a meno.

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