Fotografia

Il bosco di Castel del Monte, l’escursione continua – II parte

img_8122Nella puntata precedente ho reso nota a tutti la mia infatuazione per una mantide religiosa. Dopo averla adagiata su una fogliolina d’erba, ho proseguito la mia perlustrazione del bosco di Castel del Monte scendendo lungo il primo gradone naturale alla ricerca della cisterna ipogea.

Questo è il classico caso in cui non so se vedere il bicchiere mezzo pieno, oppure mezzo vuoto. Venuta alla luce due anni fa (qui il link all’articolo), fu segnalata delimitandola con del nastro bicolore: a distanza di due anni, del nastro ormai scolorito ne rimangono poche tracce, idem per i paletti di sostegno ormai crollati.

Il visitatore o l’escursionista deve dunque contare unicamente sulle proprie capacità visive per non rischiare di caderci dentro. L’ambiente si presenta parzialmente allagato a causa dei recenti temporali e l’acqua melmosa ne rende pressoché impossibile individuarne a occhio la profondità.img_8120

Nonostante le condizioni pietose in cui versa, la cisterna ipogea si fa almeno notare per la sua peculiarità architettonica. Decido di proseguire la passeggiata lasciandomi alle spalle la cisterna, cercando di andare dritto ma davanti a ostacoli insormontabili come diversi pini crollati, sono costretto a procedere a zig zag.

L’habitat cambia improvvisamente, complice evidentemente la diversa composizione del terreno: ecco che tra massi sapientemente scolpiti e un cippo collocato a ridosso del gradone, spuntano funghi di varia specie perfino dalle pigne cadute dagli alberi. Non sono un esperto, tanto meno un cercatore occasionale, quindi proseguo il cammino alla ricerca di altri spunti, pur lasciandovi qualche testimonianza (tremolante ahimè) fotografica.

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Fotografia, Natura

Il bosco di Castel del Monte, tra curiosità e natura – I parte

img_8101Iniziamo la perlustrazione dei boschi sottostanti Castel del Monte partendo dai muretti a secco che delimitano il tratto di strada statale dismessa che conduce davanti al maniero. In questo punto è possibile cogliere i primi dettagli che indicano la forte antropizzazione dell’area in questione: i resti di quella che sembra essere una piccola scalinata, un cippo parzialmente diruto, una pietra solcata da incisioni geometriche.

Come non rimanere incantati poi, davanti all’abile tentativo da parte di una mantide religiosa di mimetizzarsi tra l’erba? Sono appena due le volte in cui mi imbatto in quest’insetto: il primo incontro ravvicinato risale infatti all’estate 2012, in Basilicata.

Elegante, slanciata e di un verde abbagliante, la mantide religiosa mi ha letteralmente stregato e confesso di averla osservata a lungo. Non ho saputo resistere e ho scattato alcune macro tra cui una con l’insetto posato sul mio dito e Castel del Monte sullo sfondo: un colpo di c… fortuna pazzesca, ma giuro di non averlo fatto apposta!

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Fotografia, Viaggi

Gargano, brevi riflessioni di viaggio

img_7866Orizzonti abbastanza vicini da essere sfiorati con la vista, il mare che come sempre ci regala una sensazione di calma. Sono fermo a Torre Mileto, in fondo si scorgono le isole Tremiti, in primo piano quella di San Nicola.

Non capitavo da queste parti da una vita, ero ancora bambino, quindi potrete immaginare quale meraviglia abbia provato di fronte a questo scenario. Mentre ero in auto, in più di una circostanza guardandomi intorno ho pensato come fosse davvero grande la Puglia.

In quel momento mi trovavo a circa 200 km di distanza da Bari e ad oltre 300 da Lecce. Intendo dire che mi sono soffermato su un pensiero in particolare: trovarmi sul Gargano e sapere che la bellezza di questa regione mi attende anche a centinaia di km di distanza da lì.img_7911

La suggestività dei luoghi è un tratto comune della Puglia, ma non si può evitare di notare la profonda differenza tra le aree del territorio. Una regione unica che contiene al suo interno tante regioni a sé stanti, ognuna con peculiarità tali che non possono sfuggire all’attenzione dei turisti, così come dei suoi stessi abitanti.

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Fotografia, Natura, Viaggi

Gargano, direzione Peschici: qui ho lasciato gli occhi

img_7889Puglia ora tocca di nuovo a te! Stavolta andiamo a nord dove ci attende il suggestivo Gargano con la sua fitta vegetazione, un mare di una bellezza ipnotizzante, panorami sconfinati e paesi pieni di vita. Innanzitutto un consiglio spassionato: se volete viaggiare magari non proprio velocemente, ma nemmeno perdendo tempo, senza il fastidioso mal d’auto in direzione di Rodi Garganico, Peschici e Vieste, seguite queste indicazioni.

Dopo aver imboccato la S.S. 693, prendete la S.P. 41 e giù dritto fino a Torre Mileto. Una volta arrivati lì, proseguite dritto costeggiando Capoiale e Foce Varano (un posto pazzesco) per poi lasciare alla vostra destra la provinciale 41 ed entrare in località Lido del Sole.

Questa deviazione vi consentirà di ridurre il numero di km da percorrere, senza inoltrarvi nell’interno. Adesso viene il bello: come si fa a rimanere concentrati alla guida, mentre l’attenzione viene catturata da un paesaggio talmente bello che è impossibile non fermarsi.

La sosta fotografica è d’obbligo, non tanto all’andata perché l’unico punto dove parcheggiare è lungo la direzione opposta, quanto al ritorno. Qui abbiamo tutto quel che serve: rocce che si protendono sulle acque mescolando il verde della vegetazione all’azzurro del mare, l’Adriatico che da laggiù ci osserva placido, Rodi Garganico che ci fa l’occhiolino.

Proseguire per Peschici è facile, tra qualche saliscendi e pochi tornanti, eccoci arrivati! Queste sono le immagini che come sempre spero possano invogliarvi ad andare a vedere questi posti coi vostri occhi.

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Fotografia, Viaggi

Ravenna, voglia di perdersi tra le strade

È ormai sera, il sole è quasi del tutto tramontato e i siti da visitare hanno chiuso i battenti già da un po’. Non avendo più una meta precisa, dimentico i piedi doloranti e imbocco strade a caso nel centro di Ravenna. La chiesa di San Giovanni Evangelista è stata l’ultima a essere visitata, nonché subito diventata il punto di partenza per una mini-esplorazione urbana.

Se nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino (come cantava Lucio Dalla), figuriamoci in quello di Ravenna! Il giro è stato spropositatamente lungo rispetto alle reali distanze tra il punto di partenza e quello di arrivo, spesso ci si è avvicinati al traguardo per poi allontanarci nuovamente.

Quando il tempo a disposizione è poco, preferisco camminare, ammirare, curiosare il più possibile.

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Ravenna, un’esperienza da rifare!

Ci si è messo il traffico, un super temporale e un viaggio durato più a lungo del previsto, ma alla fine siamo arrivati in una città fantastica: Ravenna. Da Pesaro a Rimini è stato un gioco da ragazzi, ma il traffico caotico all’altezza di Misano Adriatico e un temporale immane hanno finito per sballare definitivamente la tabella di marcia.

Il programma iniziale di visitare prima il centro, per poi spostarsi verso Classe lungo la strada del ritorno è miseramente fallito, ma per ottimizzare i tempi e non rinunciare a nulla ho invertito le priorità. Lungo la SS 16, infatti, l’uscita per Classe ha fatto accendere la classica lampadina: fermiamoci prima qui e poi proseguiamo per Ravenna!

Così è stato, gli occhi e il cuore sono andati in tilt davanti a Sant’Apollinare in Classe e una volta giunti a Ravenna abbiamo fatto una full immersion tra la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Duomo, Sant’Apollinare Nuovo, San Giovanni Evangelista. Purtroppo il tempo perso all’andata ha condizionato alcune scelte e a causa degli orari di chiusura dei siti abbiamo dovuto rinunciare al Mausoleo di Teodorico e alla tomba di Dante Alighieri: ecco un’ottima scusa per tornare!

Poco male se da volerci rimettere in viaggio di pomeriggio poi siamo rimasti in città fino a sera: la giornata lunghissima si è conclusa con un’ottima cena a base di pesce in piazza del Popolo. Di seguito la galleria di immagini, una semplice testimonianza che spero riesca a rendere l’idea di quanto ci sia da vedere lì.

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Arte, Fotografia, Viaggi

Urbino, tra realtà e fantasia

IMG_20160807_183805Giusto il tempo di parcheggiare l’auto nell’area mercatale, scendere e alzare lo sguardo per godermi lo spettacolo. Un regno fatato, uno scenario fantastico che per un attimo non può non farti chiedere se tutto questo esista davvero.

IMG_20160807_182520Ok, Urbino ho avuto modo di ammirarla in fotografia tante volte, quindi in teoria sarei dovuto arrivare preparato all’impatto visivo. Invece non è andata così, perché i miei occhi non riuscivano a contenere quella visione: si chiama suggestione!

Come primo appuntamento, non poteva mancare la visita alla Galleria nazionale delle Marche (qui il link) dove, tra i tanti capolavori esposti, ricordo La flagellazione di Piero della Francesca, La città ideale, La resurrezione di Cristo di Tiziano Vecellio. Viaggiare, conoscere, vedere da vicino, memorizzare, ricordare.

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