Fotografia

Un percorso da seguire

img_5090Schiarirsi le idee, o almeno provarci. Passeggiare da soli la mattina tra le strade della città, quando molti negozi sono ancora chiusi e si sentono solo le voci di alcune donne che sull’uscio delle rispettive case chiacchierano del più e del meno. Io inseguo il silenzio e mi inoltro nei vicoli e lungo le strade desolate.

Fotografare mi diverte, mi fa rilassare, mantiene vivi i neuroni… In un anno il blog è cresciuto e come tutte le creature che crescono, finiscono anche per cambiare.

img_5107Cosa farò in futuro? Un sito internet vero e proprio e un altro filo conduttore, oppure non averne e lasciare che l’ispirazione prenda il sopravvento sulle finalità?

Lo scoprirò a breve, o forse conosco già la risposta e devo solamente voltare pagina. L’unico punto fermo sono e saranno le fotografie che per me rappresentano un inevitabile percorso da seguire, proprio come le strade in cui mi inoltro.

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Fotografia

Si passa solo in fila indiana

img_6074Cunicoli e vicoli scavati, tracciati e solcati dall’uomo in un continuo andirivieni: si entra, ci si stringe, si passa solo in fila indiana e si riemerge per poi fare il percorso inverso. L’Italia è il paese in cui ci sono città che vantano le strade più strette del mondo, ognuna ovviamente parteggia per le proprie, disconoscendo le altre: a me interessa solo fotografarle.

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Fotografia

Tra i vicoli di Bari vecchia

img_4674Passeggiare per i vicoli di Bari vecchia la domenica mattina non ha prezzo. Punto di partenza piazza Mercantile, con l’ex palazzo del Sedile a farla da padrone, per poi giungere a destinazione: il Museo Civico in strada Sagges.

Il centro antico pullula di turisti stranieri armati di reflex, ma ciò che fa più ridere è vedere la loro reazione davanti a una delle scene più tipiche della mia città. Stavo camminando in direzione della chiesa del Gesù e davanti a me c’era una turista straniera che si guardava intorno.

A un certo punto, la signora ha accennato una timida svolta a sinistra salvo ricredersi e tornare immediatamente indietro. Cosa avrà mai visto è presto detto: arrivato nel punto esatto in cui la turista è tornata sui suoi passi, ho guardato alla mia sinistra e in una strada laterale c’era un gruppo di persone intento a chiacchierare e bere birra: rigorosamente Peroni.

Inutile dire che ho proseguito il mio giro senza nascondere una risata. Arrivato pressoché a metà del tragitto, eccoci davanti a uno dei simboli di Bari vecchia: l’arco delle Meraviglie.img_4688

Sappiate che mentre scattavo queste foto, ho dovuto isolarmi in un angolino evitando un gruppo di bambini che giocava a calcio, con relative mamme che li inseguivano minacciosamente in pantofole. Mentre ero intento a scattare l’ultima foto, ecco arrivare una pallonata sulla mia gamba sinistra, al che ho esclamato spontaneamente: “Palo!”.

Poco più in là, eccoci arrivati nella zona ormai diventata polo universitario: il Museo Civico è a una decina di metri da lì e il percorso è così giunto a conclusione.

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Come un fantasma

2016-06-5--11-58-22L’attrazione per i vicoli e la concentrazione nello scattare le foto a volte mi giocano degli scherzi. È il caso di questo scatto: ero a Trani e stavo andando verso la mia automobile, quando non ho saputo resistere alla tentazione di immortalare questo scorcio.

È stato un attimo: di solito scatto tre o quattro foto allo stesso soggetto, per poi scegliere quella a mio avviso venuta meglio, quindi ero abbastanza concentrato. A un certo punto, sento un rumore metallico e una voce maschile provenire dalla mia destra: “Ciao”.

In quei pochi attimi ho pensato “Chi lo conosce… Forse sarà qualcuno incuriosito dalla mia insistenza nello scattare foto a questo vicolo”, tutto senza mai posare lo smartphone e distogliere lo sguardo. Qualche secondo più tardi, come un fantasma ecco che compare questo signore anziano al centro della scena.

Il rumore metallico era dovuto al mazzo di chiavi che aveva in mano, le stesse chiavi che sono servite per aprire la porta di casa sua che si trova esattamente in quel vicolo.

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