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Il ritorno del motopeschereccio

img_5204Dopo aver visto come sia possibile visitare una città di mare come Trani ammirandone i monumenti, le strade, le piazze, le chiese, il mio suggerimento per un distacco non troppo traumatico è stato quello di concedersi una passeggiata fotografica lungo il molo. Eppure non è finita qui perché, camminando nella zona portuale, nel corso della mattinata può capitare di vedere un motopeschereccio che ritorna borbottando nel porto.

Ecco dunque un modo alternativo per conoscere una città di mare: seguire le attività dei pescatori. Carico di pesce fresco, il motopeschereccio è praticamente scortato da un piccolo stormo di gabbiani affamati.

Una volta attraccato, il mezzo è preso d’assalto dai pennuti che continuano a volteggiare non perdendo di vista un solo attimo il pesce appena pescato. I pescatori nel frattempo richiamano le persone per invogliarle ad acquistare, per poi iniziare a smontare le proprie bancarelle intorno all’ora di pranzo.

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Trani: passeggiata sul molo

img_5162Cosa fare dopo aver visitato in lungo e in largo una città, avendone apprezzato i monumenti, le strade, le piazze, i musei? Nel caso in cui la città in questione (nel nostro caso Trani) si affacci sul mare, io suggerisco una passeggiata fotografica lungo il molo.

Nel post precedente ho accennato a come il punto di vista cambi letteralmente, se per esempio scrutiamo una città dal mare. Prima di arrivare al punto di osservazione opposto a quello di partenza, tuttavia è bene soffermarsi sui dettagli visivi che si possono incontrare.

Un molo di una città portuale può rivelarsi a volte un luogo pieno di vita, di spunti interessanti e inattesi. Ecco dunque il mio consiglio: se non avete ancora voglia di andarvene dalla città appena visitata, provate a fare un salto al porto e lasciatevi ispirare.

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Ravenna, voglia di perdersi tra le strade

È ormai sera, il sole è quasi del tutto tramontato e i siti da visitare hanno chiuso i battenti già da un po’. Non avendo più una meta precisa, dimentico i piedi doloranti e imbocco strade a caso nel centro di Ravenna. La chiesa di San Giovanni Evangelista è stata l’ultima a essere visitata, nonché subito diventata il punto di partenza per una mini-esplorazione urbana.

Se nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino (come cantava Lucio Dalla), figuriamoci in quello di Ravenna! Il giro è stato spropositatamente lungo rispetto alle reali distanze tra il punto di partenza e quello di arrivo, spesso ci si è avvicinati al traguardo per poi allontanarci nuovamente.

Quando il tempo a disposizione è poco, preferisco camminare, ammirare, curiosare il più possibile.

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Ravenna, un’esperienza da rifare!

Ci si è messo il traffico, un super temporale e un viaggio durato più a lungo del previsto, ma alla fine siamo arrivati in una città fantastica: Ravenna. Da Pesaro a Rimini è stato un gioco da ragazzi, ma il traffico caotico all’altezza di Misano Adriatico e un temporale immane hanno finito per sballare definitivamente la tabella di marcia.

Il programma iniziale di visitare prima il centro, per poi spostarsi verso Classe lungo la strada del ritorno è miseramente fallito, ma per ottimizzare i tempi e non rinunciare a nulla ho invertito le priorità. Lungo la SS 16, infatti, l’uscita per Classe ha fatto accendere la classica lampadina: fermiamoci prima qui e poi proseguiamo per Ravenna!

Così è stato, gli occhi e il cuore sono andati in tilt davanti a Sant’Apollinare in Classe e una volta giunti a Ravenna abbiamo fatto una full immersion tra la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Duomo, Sant’Apollinare Nuovo, San Giovanni Evangelista. Purtroppo il tempo perso all’andata ha condizionato alcune scelte e a causa degli orari di chiusura dei siti abbiamo dovuto rinunciare al Mausoleo di Teodorico e alla tomba di Dante Alighieri: ecco un’ottima scusa per tornare!

Poco male se da volerci rimettere in viaggio di pomeriggio poi siamo rimasti in città fino a sera: la giornata lunghissima si è conclusa con un’ottima cena a base di pesce in piazza del Popolo. Di seguito la galleria di immagini, una semplice testimonianza che spero riesca a rendere l’idea di quanto ci sia da vedere lì.

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Un motivo in più

Chiesa-San-Giacomo-Trani (1)Adoro i fuori programma e mi piace ancor di più fare scoperte del tutto casuali. Chiudo questo trittico di post incentrati su Trani parlandovi nuovamente della chiesa di san Giacomo già santa Maria de’ Russis.

Perché nuovamente? È presto detto: tempo fa pubblicai un post su questa chiesa, dall’aria apparentemente dimessa che non rendeva giustizia alla sua storia, poiché si tratta di un edificio originario del XII secolo e successivamente modificato nel XVII secolo.

Chiesa-San-Giacomo-Trani (23)Venerdì mattina stavo passeggiando per le vie di Trani insieme alla mia ragazza e con enorme sorpresa abbiamo visto che la chiesa di san Giacomo era aperta. Non ci abbiamo pensato su due volte e siamo entrati, accolti da un signore che volontariamente fa da cicerone ai turisti o ai semplici curiosi.

Con grande soddisfazione abbiamo saputo che la chiesa sarà restaurata nonché provvista dei servizi indispensabili per essere definitivamente aperta. Una volta dentro, il signore a cui è stato affidato l’incarico di accogliere i visitatori ci ha subito informato che poteva guidarci nella cripta: potevamo dire di no?

Alla sinistra della zona absidale c’è un passaggio che conduce verso la sagrestia, un locale che un tempo doveva essere interamente affrescato, a giudicare dalle tracce che ho potuto intravedere usando la torcia del mio smartphone. Qualche metro più giù, scendendo lungo una comoda scalinata, si apre davanti a noi la cripta che un tempo era utilizzata come ossario.

Il nostro cicerone ha indicato una botola sulla volta, da cui venivano buttate le ossa. Una destinazione d’uso analoga l’abbiamo appresa durante la visita alla cripta affrescata della chiesa di san Francesco a Irsina (Matera), durante le Giornate del FAI dello scorso mese di marzo (qui il link).

La chiesa di san Giacomo si trova in via Romito, nelle immediate vicinanze di via Alvarez, cioè la strada che conduce al castello. Il restauro di questa chiesa rappresenta sicuramente un motivo in più per visitare Trani e la Puglia.

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