Fotografia

Il bosco di Castel del Monte, l’escursione continua – II parte

img_8122Nella puntata precedente ho reso nota a tutti la mia infatuazione per una mantide religiosa. Dopo averla adagiata su una fogliolina d’erba, ho proseguito la mia perlustrazione del bosco di Castel del Monte scendendo lungo il primo gradone naturale alla ricerca della cisterna ipogea.

Questo è il classico caso in cui non so se vedere il bicchiere mezzo pieno, oppure mezzo vuoto. Venuta alla luce due anni fa (qui il link all’articolo), fu segnalata delimitandola con del nastro bicolore: a distanza di due anni, del nastro ormai scolorito ne rimangono poche tracce, idem per i paletti di sostegno ormai crollati.

Il visitatore o l’escursionista deve dunque contare unicamente sulle proprie capacità visive per non rischiare di caderci dentro. L’ambiente si presenta parzialmente allagato a causa dei recenti temporali e l’acqua melmosa ne rende pressoché impossibile individuarne a occhio la profondità.img_8120

Nonostante le condizioni pietose in cui versa, la cisterna ipogea si fa almeno notare per la sua peculiarità architettonica. Decido di proseguire la passeggiata lasciandomi alle spalle la cisterna, cercando di andare dritto ma davanti a ostacoli insormontabili come diversi pini crollati, sono costretto a procedere a zig zag.

L’habitat cambia improvvisamente, complice evidentemente la diversa composizione del terreno: ecco che tra massi sapientemente scolpiti e un cippo collocato a ridosso del gradone, spuntano funghi di varia specie perfino dalle pigne cadute dagli alberi. Non sono un esperto, tanto meno un cercatore occasionale, quindi proseguo il cammino alla ricerca di altri spunti, pur lasciandovi qualche testimonianza (tremolante ahimè) fotografica.

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Ravenna, voglia di perdersi tra le strade

È ormai sera, il sole è quasi del tutto tramontato e i siti da visitare hanno chiuso i battenti già da un po’. Non avendo più una meta precisa, dimentico i piedi doloranti e imbocco strade a caso nel centro di Ravenna. La chiesa di San Giovanni Evangelista è stata l’ultima a essere visitata, nonché subito diventata il punto di partenza per una mini-esplorazione urbana.

Se nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino (come cantava Lucio Dalla), figuriamoci in quello di Ravenna! Il giro è stato spropositatamente lungo rispetto alle reali distanze tra il punto di partenza e quello di arrivo, spesso ci si è avvicinati al traguardo per poi allontanarci nuovamente.

Quando il tempo a disposizione è poco, preferisco camminare, ammirare, curiosare il più possibile.

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Pomeriggio leccese

lecce_puglia (1)Passeggiare nelle vie del centro storico di Lecce, dimenticando il caldo torrido che non dà tregua. Il sole tramonta al di là della maestosa Porta Napoli, un signore balza da un bar lì vicino per afferrare il suo cagnolino che abbaiando all’impazzata si è fiondato contro un suo simile.

La camminata pomeridiana prosegue lungo via Giuseppe Palmieri, in direzione del Duomo. Scorci, curiosità, angoli nascosti che meritano di essere scoperti in silenzio e poi l’inevitabile bagno di folla.

Una piazza gremita, il tufo leccese illuminato dal tramonto, sguardi che si incrociano e smartphone puntati verso l’alto. Anche i viaggi di lavoro meritano di essere immortalati e raccontati.

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Salerno: aspettative soddisfatte

2016-08-6--10-16-49Mi avevano detto che era bella, avevo anche visto delle immagini da qualche parte e alla prima occasione utile sono andato a vederla coi miei occhi. Salerno è una delle poche città che abbia soddisfatto completamente le mie aspettative!

Vivendo in una città di mare, chiaramente la vista di una distesa azzurra è sempre rincuorante, ma la presenza delle colline verdeggianti sullo sfondo è puro godimento. Quando vado in esplorazione, per me uno degli aspetti più importanti è il sentirmi a mio agio e devo ammettere che passeggiare per le strade di Salerno è stato facile e rilassante.

2016-08-6--10-18-52Un duomo incredibile, grandi viali per passeggiare, un bellissimo lungomare con giardino annesso, il tutto condito da una splendida giornata di sole: cosa volere di più? Il centro storico inoltre mi ha affascinato con i suoi vicoli, gli archi, le voci che si accavallano e in particolare i suoi colori: che dire dei numerosi murales che ornano le strade?

L’indice di gradimento per una città è direttamente proporzionale al numero di foto scattate e Salerno ha dato del filo da torcere alla mia fotocamera digitale e allo smartphone. Immagini da pubblicare qui, altre ancora da condividere immediatamente sui social: ho fatto gli straordinari!

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